(Guida pratica GEO per aziende e professionisti)
Negli ultimi mesi sempre più persone hanno cambiato abitudine: invece di cercare su Google, chiedono direttamente a strumenti come ChatGPT, Perplexity, Gemini, Copilot e altri assistenti AI.
Questo cambia le regole del gioco: non basta più “posizionarsi su Google”.
Oggi l’obiettivo diventa anche comparire nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale.
In questo articolo, noi di Labict Marketing, ti spieghiamo 5 strategie concrete per aumentare le probabilità che il tuo brand venga citato, consigliato o utilizzato come fonte da queste piattaforme.
1) Pubblica contenuti davvero utili (non solo “SEO”)
Il primo errore che vediamo spesso è questo:
molti siti pubblicano articoli fatti solo per Google, pieni di keyword e poco valore reale.
Le AI invece funzionano diversamente:
quando devono rispondere a una domanda, tendono a premiare contenuti che:
-
risolvono un problema specifico
-
hanno spiegazioni chiare
-
includono esempi pratici
-
sono scritti in modo ordinato e leggibile
📌 Consiglio Labict:
scrivi contenuti come se stessi rispondendo a un cliente reale, non come se stessi “imbrogliando l’algoritmo”.
2) Crea pagine che rispondono a domande precise (FAQ + Guide)
ChatGPT e Perplexity sono “macchine da domande”.
Quindi se vuoi comparire, devi avere pagine che rispondono a query come:
-
“Come scegliere un’agenzia marketing?”
-
“Quanto costa fare SEO?”
-
“Come funziona una campagna Google Ads?”
-
“Come aumentare clienti online?”
💡 Funziona benissimo creare:
-
pagine FAQ ben strutturate
-
articoli guida “step by step”
-
glossari
-
mini tutorial
📌 Bonus: queste pagine spesso si posizionano anche su Google, quindi vinci doppio.
3) Migliora l’autorevolezza (EEAT: Esperienza, Competenza, Affidabilità)
Le AI (e anche Google) tendono a fidarsi di chi appare autorevole.
Questa autorevolezza si costruisce con segnali concreti, ad esempio:
-
chi ha scritto l’articolo (nome e bio reale)
-
presenza di una pagina “Chi siamo” fatta bene
-
casi studio e risultati
-
recensioni reali (Google Business Profile, Trustpilot, ecc.)
-
citazioni su siti esterni
📌 Consiglio Labict:
aggiungi sempre una firma autore e una sezione “Perché fidarti di noi” nelle pagine più importanti.
4) Cura i dati strutturati e la parte tecnica (sì, contano ancora)
Molti pensano che “le AI leggano tutto” e che la SEO tecnica sia finita.
Spoiler: no 😄
Anzi: se il tuo sito è lento, confuso o pieno di errori, diventa difficile da interpretare anche per un motore AI.
Per aumentare la probabilità di essere usato come fonte, servono:
-
sito veloce e mobile-friendly
-
struttura H1/H2/H3 pulita
-
pagine indicizzabili
-
sitemap corretta
-
dati strutturati (Schema.org)
👉 I markup più utili:
-
FAQPage
-
Article
-
LocalBusiness
-
Product (se ecommerce)
-
Organization
5) Fatti citare online: PR digitali, directory, community e guest post
Una cosa che Perplexity (e altre AI) fanno tantissimo è:
usare fonti esterne e confrontare informazioni.
Quindi se il tuo brand è citato in giro per il web, hai più chance di:
-
essere “riconosciuto”
-
essere considerato affidabile
-
finire tra i suggerimenti
Cosa funziona bene:
-
guest post su blog del settore
-
interviste
-
articoli su magazine locali o nazionali
-
profili aziendali su directory serie
-
partecipazione a forum e community (anche Reddit, Quora, ecc.)
📌 La regola è semplice:
più il tuo nome compare in contesti credibili, più l’AI ti “vede”.
Conclusione: la nuova SEO è anche per le AI
Comparire su ChatGPT, Perplexity e strumenti simili non è magia e non è fortuna.
È un lavoro strategico che unisce:
✅ contenuti utili
✅ struttura chiara
✅ autorevolezza
✅ tecnica pulita
✅ citazioni online
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