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Selfie di gruppo anche se distanti grazie ad Apple

Apple ci stupisce anche stavolta ottenendo il brevetto per un software che mette insieme immagini scattate separatamente a prova di selfie.

Il distanziamento sociale così diventa meno pesante e possiamo tornare almeno su una foto a stare vicini. Le persone si scattano una foto separatamente e le immagini vengono poi assemblate in automatico come un collage. Bastano pochi passaggi e la foto è fatta!

Come funziona?

Gli utente di iPhone possono invitare gli amici a prendere parte al selfie di gruppo che può essere creato partendo sia da normali foto, sia da filmati registrati sul momento o già memorizzati nel telefono.

Il ritratto di gruppo finale viene memorizzato come una raccolta di autoritratti, insieme all’immagine di sfondo e ai dati sul posizionamento di ciascuna persona all’interno della foto di gruppo. Essendo tutto memorizzato come singoli elementi separati è anche possibile modificare l’ordine delle persone all’interno dello scatto, in modo da organizzare il gruppo in base alle proprie preferenze e creare una vera e proprio foto personalizzata!

Tale brevetto, depositato nel 2018, è stato concesso solo recentemente ad Apple.

Al momento Apple non ha reso noto se e quando la tecnologia arriverà a disposizione degli utenti. L’idea brevettata non sempre trova concreta realizzazione. I selfie sono pratica quotidiana e in continua crescita. Solo su Google Foto se ne contano miliardi. Mentre, secondo un sondaggio condotto da OnePoll, il 30% delle immagini scattate dai giovani di età compresa tra 18 e 24 anni sono selfie.

“Black Lives Matter” gli assistenti vocali Apple, Google e Amazon rispondono

“Quando assistenti vocali si aggiornano anche in base alle news che arrivano dal mondo.”

Ha suscitato grandissima indignazione in tutto il mondo l’uccisione di George Floyd, il cittadino afroamericano soffocato dagli agenti durante un arresto.

Jennifer Aniston ha donato un milione di dollari contro il razzismo, Milano e Roma hanno sfilato contro il razzismo, grande solidarietà anche nei social dove molti utenti (star per prime) hanno pubblicato sul loro profilo un’immagine completamente nera, seguita dall’hashtag #blackouttuesday e #theshowmustbepaused.

Ora anche Apple, Google ed Amazon hanno aggiornato i loro assistenti vocali che ora rispondono alle domande sul movimento per i diritti degli afroamericani.

Siri, Alexa e Google Assistant hanno una risposta alla domanda “Do black lives matter?” (Le vite dei neri contano?).

Siri risponde semplicemente di sì, mentre l’assistente di Google spiega: “I neri meritano le stesse libertà concesse a tutti in questo Paese, e riconoscere l’ingiustizia che affrontano è il primo passo per risolverla”. Alexa di Amazon sottolinea che “tutte le persone meritano di essere trattate con equità, dignità e rispetto”.

Gli assistenti di Google e Apple controbattono in modo specifico anche alla domanda “Do all lives matter?” (Tutte le vite contano?), uno slogan spesso usato nel tentativo di indebolire il Black lives matter. “Dire che le vite dei neri contano non significa che tutte le vite non contino. Significa che le vite dei neri sono a rischio in modi in cui le altre non lo sono”, spiega Google. La risposta di Siri è similare.