Blog_Vincente

Ultimamente tante aziende stanno utilizzando quello che in gergo viene chiamato corporate blog o blog azindale.

Per capire a fondo la grande opportunità che abbiamo tra le mani, comportiamoci come farebbe un utente interessato a un’azienda di cui ha sentito parlare. Cosa facciamo per reperire informazioni?

Naturalmente andiamo su Google, digitiamo il suo nome ed entriamo nel suo sito.

Alcune pagine sono statiche con prodotti e servizi, ma ciò che ci colpisce di più è la home page, che contiene post con articoli accattivanti e una breve descrizione che sintetizza i contenuti di ogni articolo. Scorrendo tra i post, notiamo che ci sono molte informazioni utili; alcune sono molto tecniche e proprio queste ultime sono spiegate in modo tale che, pur non essendo esperti nel settore, riusciamo a comprenderne a pieno il significato.

Immaginiamo di cercare un commercialista che sappia fornirci informazioni in merito alla nostra nuova occupazione da freelance sul web. Ci hanno dato due nomi: andiamo quindi a confrontare i siti web.

Nel primo sito troviamo il curriculum del commercialista, le sue specializzazioni (web e normative informatiche) e i servizi che offre, oltre naturalmente all’indirizzo dello studio e una mail per contattarlo.

Il secondo sito invece offre articoli di approfondimento sulle varie tematiche connesse ai lavori nel settore digitale (normative dei siti web, regole degli e-commerce, esempi, casi studio ecc.), oltre ovviamente a una pagine con tutte le informazioni di contatto del commercilista.

Molto probabilmente la nostra scelta ricadrà su quest’ultimo, perchè attraverso i suoi post è riuscito a rispondere al nostro bisogno reale: trovare un professionista competente nelle normative legate alle professioni online.

Appare quindi evidente il motivo che spinge molte aziende a creare al proprio blog aziendale con un proprio e unico stile comunicativo: ogni singolo articolo offre una concreta possibilità di emergere nel mare della rete.

Se ancora non avete creato un vostro blog la domanda è quindi lecita: cosa state aspettando?