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Non c’è pace per Samsung. Oltre alla ormai stranota grana (in tutti i sensi) Galaxy Note 7, di tanto in tanto anche altri suoi dispositivi più recenti finiscono col surriscaldarsi e prendere fuoco. E’ successo più di una volta al Galaxy S6, ultimo caso a San Francisco. Non è accaduto durante una ricarica come succedeva generalmente al Note 7, bensì durante una conversazione. Ecco cosa è accaduto al Galaxy S6 in quel di San Francisco, con il video di un servizio di un Tg americano.

Il caso viene raccontato da un attonito Demetrius Martin, dato che è successo ad un suo collega di lavoro mentre parlavano al telefono. “Ad un certo punto – racconta Mr Martin – il mio collega ha messo giù il telefono perché era diventato troppo caldo da tenere vicino alla testa”. E ha fatto bene: appena ha appoggiato il Galaxy S6 sulla scrivania, ha preso letteralmente fuoco, bruciacchiandola. A quel punto, il povero malcapitato ha buttato il telefono a terra, provocando un piccolo incendio sul tappeto. Demetrius Martin ha acquistato il Galaxy S6 a tutti i suoi dipendenti, affinché lo utilizzino come telefono aziendale. Ora la società di San Francisco sta pensando di muovere una class action contro Samsung.

Sul caso del Galaxy S6 che ha preso fuoco a San Francisco, ha parlato anche il Procuratore Gene Stonebarger. Il quale ha affermato che “I consumatori non dovrebbero vivere nella paura di girare con una bomba ad orologeria in tasca. O andare a letto col timore che il proprio telefono prenda fuoco durante la notte”.

Poi rincara la dose: “Samsung è a conoscenza da anni dei problemi e dei pericoli delle loro batterie agli ioni di litio“. Lo stesso Martin ritiene che il colosso coreano non possa trascurare gli aspetti in materia di sicurezza e che il rischio possa riguardare tutto lo stato della California, per gli utenti che hanno acquistato un dispositivo Samsung negli ultimi quattro anni.