Dopo le problematiche della settima serie, era particolarmente atteso l’arrivo del Samsung S8. Ebbene per gli appassionati del brand coreano è finalmente arrivata in Italia la possibilità di mettere mano sui nuovi smartphone della famiglia Galaxy che rappresentano l’inizio di una nuova era per il design che li caratterizza e i nuovi servizi che li accompagnano, pensati per offrire ai consumatori nuove modalità per vivere il proprio mondo.

Anche nel nostro Paese sono dunque disponibili i nuovi Samsung Galaxy S8 e Galaxy S8+. “Con i nuovi Galaxy S8 e gli accessori che ne accompagnano l’arrivo sul mercato vogliamo compiere un ulteriore passo sulla strada dell’innovazione, tanto per i consumatori, quanto per i professionisti e le aziende”, ha dichiarato Carlo Barlocco, Presidente di Samsung Electronics Italia. “Oltre a ridefinire il concetto stesso di sicurezza, Galaxy S8 e S8+ sono parte di un ecosistema che include Gear VR, Gear 360 e Samsung DeX per consentire la creazione e fruizione di contenuti di ogni tipo, in ogni momento della giornata. Con l’introduzione dell’assistente personale Bixby, inoltre, i nostri nuovi dispositivi rivoluzionano totalmente il modo in cui gli utenti interagiscono con il loro smartphone”.

I nuovi Galaxy S8 e S8+,  dopo una fase iniziale di prevendita nella quale Samsung ha registrato risultati senza precedenti: solo per l’Italia, l’azienda ha registrato volumi superiori del 60% rispetto alle prenotazioni raccolte al lancio di S7 e S7 Edge e adesioni quasi 4 volte superiori alle campagne precedenti nei primi 3 giorni dall’annuncio. Circa la metà degli utenti ha scelto la versione S8+, probabilmente in virtù delle dimensioni comunque contenute del dispositivo in relazione a un display più ampio a disposizione per foto e video. Per quanto riguarda i colori, il preferito in assoluto è ancora il tradizionale nero, ma oltre la metà dei consumatori ha scelto una delle opzioni più moderne.

Design rinnovato e… light

I nuovi Samsung Galaxy S8 e S8+ raccolgono l’eredità dei modelli precedenti nella gamma Galaxy, di cui mantengono caratteristiche fondamentali come resistenza ad acqua e polvere grazie alla certificazione IP68, supporto per MicroSD fino a 256GB, always on display per visualizzare l’ora o le notifiche quando lo schermo è in standby e ricarica rapida e wireless. Inoltre, i due nuovi smartphone Samsung presentano adesso una fotocamera frontale da 8 MP per selfie mai visti prima e una posteriore Dual Pixel da 12 MP, pronta a catturare ogni istante, anche in condizioni di scarsa luminosità. Galaxy S8 e S8+ utilizzano il primo processore Octa Core al mondo, che unisce performance elevate a consumi ridotti. Per maggiori sicurezza e semplicità d’uso, da oggi è possibile sbloccare lo smartphone scegliendo di affiancare ai metodi di autenticazione tradizionali la scansione dell’iride oppure il riconoscimento del viso.

Grande connettività

Galaxy S8 e S8+ offrono un vasto ecosistema di prodotti e servizi, pensati per rendere unica l’esperienza d’uso sia in termini di produttività che di connettività.

Grazie alla potenza di calcolo di Galaxy S8 e S8+, sarà possibile potrai aumentare la produttività utilizzando Samsung DeX, una soluzione che trasforma lo smartphone in un vero e proprio desktop. Attraverso la DeX Station gli utenti potranno visualizzare i contenuti in multitasking su uno schermo ancora più grande e rendere la gestione dei file di lavoro ancora più semplice ed efficiente.

I due nuovi smartphone saranno inoltre accompagnati, nelle prossime settimane, dal nuovo Gear VR con Controller realizzato in collaborazione con Oculus. Il Controller consente di gestire il dispositivo e navigare tra i contenuti in modo più semplice ed interattivo. Galaxy S8 e S8+ potranno anche essere collegati alla nuova Gear 360 (2017), per creare video a 360 gradi in 4K, scattare foto da 15MP e condividere in diretta e livestreaming i momenti più importanti della propria vita.

I prezzi di vendita al pubblico sono rispettivamente di Euro 829 e Euro 929, mentre il Samsung DeX è disponibile al prezzo di Euro 149,90.

 

Fonte: David Di Castro di Uomo&Manager

Nei prossimi anni le imprese saranno sempre più digitali e si è largamente discusso dell’Industry 4.0, la rivoluzione che porterà all’ automazione di molte attività con una conseguente forte riduzione del personale umano in azienda. L’evoluzione tecnologica sta infatti determinando un cambiamento epocale che riguarderà ogni settore e ogni lavoratore, in particolare i più giovani.

Nel valutare le potenzialità dei nuovi profili professionali da assumere, infatti, nei prossimi anni le imprese considereranno come prioritarie competenze digitali ritenute fino a oggi secondarie. Secondo i dati del World Economic Forum (il più famoso incontro tra esponenti di primo piano della politica e dell’economia internazionale con intellettuali e giornalisti selezionati, sulle questioni più urgenti che il mondo si trova ad affrontare), entro il 2020 ben sette milioni di posti di lavoro saranno rimpiazzati da robot e intelligenza artificiale. Un panorama incredibilmente innovativo se si pensa alle tecnologie che saranno impiegate, quanto svilente se ci si sofferma sulle persone che saranno costrette a cambiare vita.

La buona notizia è che il passaggio sarà graduale e che tutti i dati accumulati dovranno essere controllati e tenuti al sicuro con l’apporto delle risorse umane. In generale, a fronte di tanti posti di lavoro persi, se ne creeranno due milioni di nuovi e diversi. Accanto a cybersecurity specialist, business intelligent analyst, data scientist e data specialist, spiccherà la figura del Cloud Architect, con lo scopo specifico di far capire come il cloud computing possa entrare in un’azienda, in che modo possa modificare lo status quo delle risorse IT già presenti e quale valore aggiunto possa offrire al business.

Cloud computing: cosa è? 

Con questo termine si fa riferimento ad una serie di tecnologie che permettono di elaborare, archiviare e memorizzare dati grazie all’utilizzo di risorse hardware e software distribuite nella rete. Banalmente, possiamo dire che stiamo utilizzando un servizio cloud quando in qualche modo, tramite pc, smartphone o altri dispositivi sfruttiamo delle risorse o dei servizi attraverso la rete.

Una figura complessa, ma…

Specializzato nella gestione dei sistemi informatici e cloud computing, il ruolo del Cloud Architect è quello di progettare e costruire ambienti cloud scalabili (facilmente gestibili) e resilienti (in grado di rispondere positivamente al cambiamento), che si adattino il più possibile alle esigenze di business di un’impresa. Il Cloud Architect è dunque una figura sempre più apprezzata e ricercata e ha la funzione di “facilitatore” nel complesso processo di trasformazione digitale che le aziende stanno vivendo. Attualmente sono pochi i professionisti in grado di migrare i propri dati all’interno di un public cloud (fornito da un provider che rende disponibili, attraverso la rete, risorse come macchine virtuali, server, storage e applicazioni  in grado di provvedere alla configurazione e alla gestione del sistema) e le aziende si affidano a consulenti esterni che generalmente fanno parte solo di progetti mirati e a breve termine.

In vista di questi mutamenti massivi ogni azienda avrà bisogno di figure con queste competenze, coinvolgendoli nel proprio organico in progetti più strutturali.

A fronte di una richiesta che si preannuncia esponenziale, è necessario però che ci sia la giusta formazione dei singoli profili: un buon Cloud Architect non deve solamente avere un’accurata conoscenza dei sistemi di cloud computing e delle soluzioni IT più rilevanti, ma deve possedere anche una buona comprensione del back-end e delle sue risorse a basso livello: dalle reti allo storage, fino all’hypervisor, con l’obiettivo di poter fornire alle aziende delle soluzioni sicure, capaci di mitigare i rischi associati alle infrastrutture cloud. In ambito IT, il Cloud Architect collabora con i project manager nel disegno delle applicazioni mission critical, basate sull’utilizzo di tecnologie cloud-oriented; affianca i team di progetto nella corretta applicazione di linee guida e nel troubleshooting delle problematiche che emergono nel corso del ciclo di vita delle applicazioni.

I requisiti principali, oltre la programmazione…

Il ruolo del Cloud Architect è fondamentale dal punto di vista della sicurezza infrastrutturale così come della riduzione dei costi, ma non solo. Si tratta infatti di una figura professionale particolarmente dinamica, in costante cambiamento, sempre attenta ad adeguarsi all’evoluzione dei sistemi tecnologici. Una trasformazione che vede la figura del Cloud Aarchitect centrale, perché in grado di gestire direttamente e con maggiore competenza le transazioni end-to-end della piattaforma.  Non solo programmazione ma anche capacità di apertura, valutazione e sperimentazione. Per prima cosa, un cloud architect deve capire a quale ecosistema si trova di fronte e avere una visione di insieme, comprendendo come si interfacciano i componenti, come comunicano le procedure e come interagiscono tutti gli elementi dell’ambito in cui si deve agire.

Altra peculiarità è quella di saper parlare di affari . Un professionista del cloud deve saper identificare il ROI (Return on Investment) di una soluzione cloud in una determinata organizzazione, deve valutare le metriche, le abitudini degli utenti e molto altro per riuscire a quantificare il vantaggio business che un’eventuale soluzione cloud può offrire. E una volta individuato il vantaggio, deve saperlo esporre a professionisti marketing e amministratori, per i quali il linguaggio tecnico ha poco valore. Infine, un cloud architect deve essere uno sperimentatore. Non deve avere paura dei cambiamenti e delle innovazioni, ma deve essere testimone dell’evoluzione. Implementare nuove piattaforme è più facile che mai ed è importante valutare nuove soluzioni, verificarne i vantaggi e decidere se arruolarle nel proprio arsenale di lavoro.

 

Tratto da Uomo&Manager di Marzo 2017

 

In questi ultimi anni abbiamo visto crescere sempre di più l’interesse di aziende e liberi professionisti per il web e i social network.

Comprendere a fondo questo cambiamento significa entrare in un nuovo mondo di opportunità che, inevitabilmente, richiede figure professionali altamente specializzate in grado di scrivere e comunicare in modo efficace.

Oggi ci concentreremo sulla creazione di siti web. Perchè creare un proprio sito web e non ricorrere ai convenzionali mezzi pubblicitari quali sponsorizzazioni  via radio, tv, locandine, riviste locali, ecc.? Quali benefici porterà alla vostra azienda? Soprattutto a quali costi?

Bene, iniziamo dall’importanza ad oggi di avere un proprio sito web.

Un sito internet che si rispetti comunica affidabilità, prestigio e professionalità, i messaggi sono chiari e immediati. Chi è presente in internet ha sicuramente più vantaggi di chi non lo è. Non essere sul web significa far notare la propria assenza. Siamo talmente abituati a trovare qualsiasi cosa in rete che un’azienda senza sito rischia di essere catalogata come retrograda e non aggiornata.

Quando pensiamo al sito dobbiamo farlo immaginando che sia la nostra  vetrina, un negozio sempre aperto  24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno. Utilizzando una grafica appropriata è possibile realizzare vere e proprie esperienze multimediali ad alto coinvolgimento.

Ma perché optare per la realizzazione del sito web piuttosto che per altre forme di comunicazione?

Facciamo un esempio concreto: siamo un’azienda che vende articoli per l’infanzia e decidiamo di pubblicizzare i nostri prodotti con un investimento importante su tv e stampa ( quotidiani e periodici).

Promuoviamo i nostri contenuti in modo indifferenziato, scegliendo radio, giornali e periodici in base al bacino d’utenza e spendendo quindi un importante somma di denaro per una promozione a 360 gradi.

Il risultato potrebbe essere catastrofico: il rischio è di comunicare e promuovere i nostri prodotti a un target enorme senza ottenere risultati perché ciò che comunichiamo non interessa a chi ci ascolta o semplicemente, faremmo fatica  a sapere chi abbiamo davvero raggiunto e quindi a quantificare in questi termini il ritorno di investimento.

Promuovendo altresì i nostri prodotti per l’infanzia attraverso il sito web inizieremmo a scoprire che, lavorando bene, si ottengono risultati migliori ( è possibile monitorare esattamente l’andamento del sito quali numero di visite giornaliere, preferenze degli utenti, pagine visualizzate ecc.) con investimenti minimi in termini economici, specialmente se confrontati a quelli richiesti dalla pubblicità tradizionale.

Altra domanda frequente, a quanto ammonta  il costo di un sito web?

Chi riesce a rispondere a questa domanda, senza conoscere prima l’azienda per la quale deve realizzarlo, individuando quindi quali siano le reali esigenze e le scelte più appropriate per il tipo di attività svolte dalla stessa, ben si discosta dall’essere un professionista serio e difficilmente otterrete i risultati sperati. Il costo di un sito web viene formulato a seguito di una attenta analisi da parte dei professionisti in base alla richiesta e alle esigenze del cliente e del mercato nel quale opera. Occhio quindi ai sempre più frequenti “furbetti del web”!

 

I PROTAGONISTI SONO LORO, GLI SMARTPHONE.

Tutto pronto a Barcellona per il Mobile World Congress (MWC), la fiera più importante al mondo dedicata alla telefonia mobile, che inizierà ufficialmente lunedì 27 febbraio. La dodicesima edizione dell’evento, cui sono attesi 100mila partecipanti, si caratterizza alla vigilia per le assenze. Quella del Ceo di Facebook Mark Zuckerberg, che quest’anno lascerà il palco del keynote iniziale al Ceo di Netflix, Reed Hastings. Ma soprattutto quella dello smartphone principale di Samsung, di cui la compagnia darà solo un assaggio. E ci sarà posto anche per una ‘operazione nostalgia’ con BlackBerry e Nokia che si prendono la rivincita.
In Spagna Samsung non porterà, se non in video, il Galaxy S8, a cui sarà dedicato tra qualche settimana un evento ad hoc, ma punterà su altri prodotti, tablet in primis. Con Samsung assente sul fronte degli smartphone, e Apple che non frequenta il MWC, le aziende rivali avranno più spazio per contendersi i riflettori. Proveranno ad approfittarne Huawei, Lg, Sony e Htc con modelli potenziati dall’intelligenza artificiale, e segnatamente dagli assistenti virtuali.
Ci sarà posto anche per un richiamo al vintage portato avanti da BlackBerry, che non si rassegna a sparire dal mercato, e da Nokia, attesa con una riedizione dell’iconico cellulare 3310.Infine, da Google sono attese novità nel settore dei dispositivi indossabili.

 

 

Potrebbe essere ormai tramontata l’era del dominio Apple nei computer di casa.

Microsoft ha appena presentato con un trailer da paura il suo nuovissimo e rivoluzionario Home PC – il Surface Studio.

Esteticamente vi ricorderà un iMac, ma attenzione, perché ha caratteristiche mai viste prima.

L’Home PC di Microsoft è una sorta di tablet gigante: il suo touch screen, infatti, permette a chiunque lavori con la grafica di mettere letteralmente mano alle sue creazioni.

Addio, mouse: con le vostre dita potrete realizzare qualsiasi cosa direttamente sullo schermo.

È una giornata storica nel mondo della tecnologia. Niente sarà più come prima.

 

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Capita anche a voi la notte di restare ore e ore nel letto senza riuscire ad addormentarvi? Il sito Napflix fa allora al caso vostro. Ecco di cosa si tratta.

Napflix – il sito che raccoglie video noiosi per conciliare il sonno

Due imprenditori spagnoli hanno ideato un sito davvero particolare. Si chiama Napflix ed è una piattaforma che colleziona filmati poco entusiasmanti, con lo scopo di annoiare lo spettatore e conciliare il sonno.

Sulla falsa riga del celebre Netflix, il sito offre un servizio monotono e che stufa a tal punto da far addormentare chi lo guarda (nap in inglese significa appunto “sonnellino”). I video sono presi da YouTube e sono assolutamente poco entusiasmanti e coinvolgenti, mostrando ad esempio due ore di pioggia che batte su una finestra, una sfilata di cani oppure un torneo di bocce dalla durata di diverse ore.

Un’idea davvero particolare, che va contro corrente cercando di rendere l’intrattenimento il più noioso possibile. Se sei insonne e vuoi provare il servizio, puoi farlo cliccando direttamente qui…fortuna che è tutto gratuito.

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Nell’ultimo mese Samsung ha presentato altri due brevetti relativi a tecnologie pieghevoli. Come potete vedere dalle immagini, i dispositivi ipotizzati – uno più quadrato e l’altro più allungato, come un classico smartphone – si piegano a metà come fossero dei notebook, ma hanno un meccanismo diverso per la chiusura.

Il primo ha una struttura interna che non piega troppo il display flessibile all’interno, per non usurarlo nel tempo. Il secondo invece presenta una vera e propria cerniera, leggermente curva. Nei disegni si vedono anche due meccanismi di blocco dei dispositivi, in grado di tenerli chiusi quando vengono piegati.

Essendo brevetti, non sappiamo se e quando queste tecnologie verranno implementate in qualche prodotto reale, ma la strada sembra inevitabilmente segnata. Per vedere il primo dispositivo pieghevole, è ormai questione di (poco) tempo.

 

Che Samsung abbia commesso un grave errore nel sottovalutare la situazione pre-rilascio per il Galaxy Note 7 è ormai cosa risaputa. Quello che probabilmente ancora non sapete, invece, è il fatto che la questione volge, anche per noi utenti, a sfavore addirittura sotto il punto di vista legale. Visto e considerato che a seguito del divieto assoluto di trasporto sui voli di linea, seguita ora un’ulteriore incentivo alla restituzione del terminale incriminato, dovuto al sussistere delle condizioni di reato per il trasporto di detti dispositivi.

Galaxy Note 7, appena uscito ufficialmente del mercato dopo le vicende che hanno condotto a numerosi e svariati incidenti, è stato posto sotto osservazione dalla società in merito alla sua campagna di restituzione verso cui, ancora oggi, molti utenti si pongono passivamente continuando imperterriti ad utilizzarlo senza curarsi delle esortazioni dell’azienda.
Tutti coloro che non prenderanno in considerazione la restituzione del Note 7, pertanto, dovranno vedersela direttamente con la Legge, la quale dispone fino a 10 anni di prigione nel caso di inadempimento agli obblighi previsti per il trasporto in aereo dei terminali incriminati.

Il Dipartimento dei Trasporti, la Federal Aviation Administration (FAA) e la Pipeline and Hazardous Materials Safety Administration (PHMSA) hanno annunciato, infatti, in questo fine settimana la ferrea decisione di procedere formalmente contro gli interessati che, nonostante gli alert, si rifiutano ancora di procedere alla restituzione ed al rimborso.