Che i social media siano uno strumento importante per dialogare con una fetta di clientela in crescita e, soprattutto, in fase di empowerment economico come i Millennials è sempre più chiaro. Quale sia il reale impatto dell’audience social sulle vendite e come si possano incrementare i ricavi attraverso la gestione più efficiente dei social e dei contenuti, invece, rimane ancora un campo ancora in fase di esplorazione. Il dato di fatto è uno: i social hanno permesso ai brand del lusso di creare un legame diretto con il proprio consumatore finale, e tale legame va coltivato al meglio. Al tema è stato dedicato il convegno “Telling stories to create impact in the luxury business”, organizzato da Pambianco Strategie di Impresa e Facebook.
«I social hanno un impatto importante sulle aziende del lusso – ha detto David Pambianco, ceo di Pambianco Strategie di Impresa – perchè influiscono sulla gestione del brand, che oggi va “raccontato” ai consumatori con contenuti sempre nuovi, sull’offerta, che oggi conta capsule collection ma anche prodotti personalizzati, sui canali di vendita con i 2/3 delle aziende italiane con fatturato sopra i 30 milioni che hanno un e-commerce. Infine, la logistica: necessita di investimenti importanti su tutta la filiera».
A snocciolare i numeri è stato Luca Colombo, country director di Facebook: «Oggi le persone fanno shopping sempre di più da mobile: una nostra ricerca stima che la Holiday Season 2016 negli Stati Uniti gli acquisti siano stati fatti da smartphone nel 53% dei casi, contro il 45 da desktop. Più in generale, un utente Facebook su tre acquista via mobile». Non solo: l’e-commerce spinge le persone ad avere contatti con aziende e ad acquistare prodotti al di là dei propri confini nazionali: «Più di 1 miliardo di persone su Facebook sono connessi ad aziende straniere e due online shoppers su tre ammettono di aver già fatto shopping cross-border. In Italia la percentuale è del 72%».
Fondamentale, per intercettare gli utenti, sono i contenuti video: «Nel 2020 il 75% del traffico mobile sarà generato dai contenuti video – continua Colombo -. Chi fruisce un contenuto via smartphone vuole farlo in modo veloce, nella fattispecie il 41% più veloce rispetto a quanto accade via desktop, e nel 40% dei casi abbandona un sito dopo soli 3 secondi di ritardo nel caricamento».
I dati diffusi da Facebook fotografano uno scenario in piena e velocissima evoluzione: oggi un video su 5 tra quelli pubblicati su Facebook è un live e il tempo che le persone dedicano alla visione dei live di Facebook è quadruplicato nel corso dell’ultimo anno.
Tassi di crescita ugualmente alti sono quelli di Instagram, il social network delle immagini che oggi conta 800 milioni di utenti per l’80% oltre i confini degli Stati Uniti: «Le Instagram Stories sono passate da 100 milioni nel 2016 a 250 milioni nel 2017 – spiega Laura Milani, head of Luxury, Retail and Fashion Italy di Facebook -. Oggi gli utenti instagram guardano le immagini in movimento (come i Boomerang, ndr) 2,2 volte in più rispetto a quelle statiche».
Il futuro dei social, insomma, è legato a doppio filo ai contenuti video: backstage, teaser, campagne pubblicitarie. Ma è legato soprattutto a una relazione sempre più intima – «lo smartphone è personale, si consulta al mattino appena svegli e la sera prima di dormire», dice Milani – e personalizzata. Secondo un sondaggio condotto da Facebook in Nord America, tre utenti su quattro hanno scelto o pagato per avere dalle aziende un servizio o un’esperienza personalizzata.
La customizzazione dell’esperienza oggi può avvenire attraverso le chat bot che sfruttano l’intelligenza artificiale per creare un dialogo azienda-consumatore nelle piattaforme di instant messaging. Anche in questo caso, i dati fotografano la crescita: Facebook Messenger nell’ultimo anno ha registrato 2 miliardi di interazioni e coinvolto 20 milioni di aziende a livello globale. Non è tutto: nel 2020 si scambierà il 67% di messaggi in più.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

Se avete letto i nostri articoli precedenti su Uomo & Manager, sarete ormai pronti ad affrontare qualsiasi crisi. Ma, rispetto alle crisi del passato, in questa fase, tutti i soggetti e, in particolare, le aziende sono state costrette ad accorgersi quanto i nuovi social media, decisamente più economici rispetto all’advertising tradizionale, fossero strategici per fare comunicazione.

Il web attualmente offre una gamma impressionante di opportunità perché ogni piattaforma ha caratteristiche peculiari che la differenziano dalle altre. D’altra parte, giorno dopo giorno i social network si evolvono, migliorano, aumentano la loro complessità. La sfida di tutti è proprio saper sfruttare al massimo i social media in un sistema di marketing, personale o aziendale, in modo efficace e, soprattutto, economico.

Una delle caratteristiche alla base dei social network è la logica user-oriented. Ogni piattaforma, così come ogni applicazione, viene creata nell’ottica di risultare facile e utile agli occhi dell’utente che andrà poi ad utilizzarla. L’individuo è il centro attorno al quale ruota lo sviluppo e l’evoluzione di queste tecnologie. Per questo è stato così facile adattare il web 2.0 alle esigenze dei consumatori: si sono evoluti insieme. I frutti di questo rapporto sono evidenti a tutti. L’utente web risparmia e affronta la crisi anche grazie ai social network.

Chi, per esempio, deve prenotare un viaggio può scegliere di utilizzare Trip Advisor, una comunità di viaggiatori che offre strumenti aggiornati in tempo reale per comparare prezzi e qualità del servizio. Ci si potrà fidare? Dipende ma gli oltre trenta milioni di recensioni e opinioni che lo compongono dovrebbero bastare a decretarne il successo.  Senza dimenticare che è proprio in un momento di crisi come questo che emergono le idee più brillanti. Utilizzare i social network, significa sfruttare la Rete per aumentare i guadagni, rispettando allo stesso tempo lo spirito originario sulla base del quale sono state create le piattaforme 2.0, un approccio user-oriented. Siamo ormai allineati: i social media sono senza dubbio un pezzo del nostro futuro: ecco allora cinque domande in pillole utili per sfruttarli al meglio.

Come il social networking può far crescere il traffico sul nostro sito web? 

Negli ultimi tempi, fra i navigatori on-line, due persone su tre hanno visitato un sito collegato ad un social network piuttosto che uno collegato ad un motore di ricerca come Google: il che vuol dire che se non siete presenti in nessuno dei maggiori social network, state perdendo una delle più semplici e veloci strade per accedere ai 2/3 degli utilizzatori di Internet.

Come possiamo essere coinvolti nel traffico generato dai social network? 

Lavorare con i siti social è fondamentale: offrite loro storie credibili e scritte bene, segreti, consigli o risorse in cui possono affondare i loro denti e, così facendo, avrete un esercito di comunicatori pronti a parlare di voi e della vostra attività. Possiamo realizzare la promozione attraverso gli articoli, oppure con i blog che contengono post scritti con lo scopo di catturare l’immaginazione e l’interesse del mercato di riferimento dei nostri potenziali clienti.

Come posso sfruttare i social network insieme a i motori di ricerca? 

L’aumentare degli utilizzatori di internet che iniziano ad usare le etichette (tag) per ricercare informazioni, i professionisti dei motori di ricerca non possono ignorare il crescente dominio dei social network che consentono di interagire con quelle persone. Pensateci bene: l’obiettivo più eccitante è che, mentre voi crescete in popolarità nei social network come Facebook o Twitter, il risultato sarà che il posizionamento nei motori di ricerca continuerà a crescere in parallelo.

Perché invece di parlare dobbiamo continuare ad ascoltare tutto quello che ci dicono le persone? 

Tutti quanti dobbiamo avere bene in mente questo principio fondamentale: i clienti, i consumatori non vogliono ascoltarvi, vogliono essere ascoltati. Ascoltate le conversazioni che avvengono sul web anche al di fuori della vostra pagina social, al di fuori del vostro sito e partecipate anche lì indicando chiaramente chi siete e perché state partecipando. Chi prova a fare il furbo viene smascherato prima che possa rendersene conto. E perde la sua reputazione per sempre: il web ha una memoria d’elefante. Allo stesso modo, è importante cedere il controllo della comunicazione, e non aver paura di aprire le porte alle critiche. Quando una conversazione, un blog, una community si sentono controllati e forzati, da una direzione a senso unico o dall’assenza di dialogo, non durano molto.

Quale ragione, quale motivo può richiamare clienti e consumatori verso la vostra professionalità? 

Se le persone non percepiscono di ottenere un valore aggiunto dal condividere le loro opinioni, non verranno da voi e andranno da altre persone, magari dai vostri diretti concorrenti che probabilmente hanno saputo soddisfarli meglio. È per questo che dobbiamo, ancora una volta, tenerci sempre aggiornati. Ma soprattutto sperimentate e, casomai doveste sbagliare, insistete e sperimentate ancora. Senza dimenticare che dovreste comunque resistere alla tentazioni di vendere a tutti i costi. Memorizzate un principio fondamentale: le persone amano tantissimo comprare qualsiasi cosa, ma odiano a morte tutti coloro che vogliono per forza vendergliele.

 

A cura di Angelo Deiana

Tratto da Uomo&Manager di Giugno 2017

La reputazione online è oggi importante almeno quanto quella che si riesce ad ottenere al di fuori del web. Ecco perché è importante curarla sempre, in ogni momento, soprattutto quando si ha la necessità di puntare ad un avanzamento di carriera o semplicemente per presentarsi al proprio network in modo più professionale.

Per questi motivi gli esperti di Page Personnel, brand di PageGroup leader di mercato nella ricerca e selezione di impiegati e giovani professionisti qualificati, hanno stilato una semplice guida con le indicazioni per rendere il più efficace possibile la propria presenza sui social media.

L’invito della società di recruiting per chi non trova mai il tempo per aggiornare il proprio profilo online è approfittare di quei momenti del tragitto casa-lavoro che spesso non vengono sfruttati al meglio. Secondo una ricerca PageGroup, il 45% degli italiani impiega più di 45 minuti al giorno per il tragitto casa-lavoro. Quasi 4 ore alla settimana che potrebbero essere impegnate da chi utilizza i mezzi pubblici per dare una svolta alla propria carriera. I social media, infatti, sono diventati fondamentali anche nel mercato del lavoro, posizionandosi come il primo canale di contatto tra candidati e reclutatori.

“Come professionisti del recruiting, spesso completiamo positivamente un processo di selezione iniziato proprio attraverso i social media. La reputazione online è di primaria importanza per i candidati che vogliano emergere nel panorama competitivo del lavoro ed è importante sapere che i recruiter controllano i profili social dei candidati nei ¾ dei casi. Questo dato conferma la necessità di aggiornare costantemente i propri profili social per aumentare le probabilità di far evolvere la propria carriera” commenta Fabrizio Travaglini, Executive Director di Page Personnel.

I primi step proposti dalla guida di Page Personnel sono semplici ed immediati, utili per avere una panoramica della attuale presenza online di un potenziale candidato. È sufficiente scrivere su Google il proprio nome per trovare eventuali omonimi e, di conseguenza, dettagliare maggiormente il proprio profilo con informazioni specifiche come la propria città, il percorso di studi e l’attuale azienda per cui si lavora. Anche Google immagini può aiutare a filtrare i risultati, mostrando quali sono le foto più ricorrenti e, eventualmente, quelle da eliminare.

Una volta che sono stati individuati i canali ed è stata tracciata una panoramica complessiva, è necessario pensare ai contenuti e all’aspetto qualitativo. Il consigio di Page Personnel per chi vuol far emergere il proprio profilo come professionista accreditato del settore è quello di condividere articoli e informazioni e di partecipare attivamente a gruppi di discussione con i principali esperti del mercato come CEO, executive e altri business leader accreditati.

Ma non è tutto. Risulta infatti determinante la partecipazione a forum, gruppi di discussione o scrivere recensioni a libri e riviste di settore per enfatizzare la social reputation nei confronti dei selezionatori, aiutare ad espandere il proprio network e aprire nuove opportunità di entrare in contatto con professionisti del mercato del lavoro.

Twitter punta sui chatbot, le chat automatizzate che interagiscono con gli utenti, per invogliare le aziende a usare la sua piattaforma. La compagnia ha lanciato due nuovi prodotti che consentono alle società di rispondere ai messaggi privati dei clienti in modo da fornire una prima assistenza tempestiva.

Il primo strumento sono i “Welcome messages”, i messaggi di benvenuto che un’azienda invia al cliente che la contatta. I messaggi possono essere usati per spiegare il tipo di servizi offerti ai clienti via Twitter. Similmente a quanto avviene quando si telefona al servizio clienti di un’azienda, ci si trova di fronte a una serie di opzioni tra cui scegliere, compresa la possibilità di interagire con un addetto in carne e ossa.

Il secondo strumento sono le “Quick replies”, le risposte rapide: se un utente vuol sapere quando sarà consegnata una merce comprata online, riceverà un messaggio in cui gli viene chiesto il numero di spedizione, e quindi un ulteriore messaggio con l’informazione richiesta.

Al momento del lancio, i due strumenti vedono coinvolte una decina di aziende, tra cui Spotify, Pizza Hut, Airbnb e The Weather Network.