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Creare un brand di successo non è un’operazione che puoi svolgere in breve tempo, dato che occorre studiare accuratamente diversi aspetti grazie ai quali potrai riuscire in tale impresa.
Scopriamo ora quali sono i passaggi necessari che ti permettono di raggiungere tale obiettivo.

Sapere a quale target farai rifermento il tuo brand

Il primo aspetto sul quale devi lavorare è il tuo target di riferimento, sul prodotto che andrai a creare e allo stesso tempo sulle strategie di marketing che dovrai adottare.
Grazie a tutti questi aspetti, che rappresentano solo la parte iniziale della creazione del brand di successo, potrai riuscire in tale impresa.

Il nome del tuo brand

Il secondo passaggio fondamentale che deve essere affrontato consiste nello scegliere un nome adeguato per il tuo brand.
Questa fase è molto importante in quanto dovrai cercare un nome che sia vincente, forte e convincente.
Non devi mai essere banale quando vai alla ricerca del nome giusto. Deve essere facile da ricordare e allo stesso tempo offrire quell’ondata di popolarità.
Il nome che sceglierai deve raccontare una storia e possibilmente essere affiancato anche da dei numeri, questi riescono ad attirare l’attenzione del target e fortificano il nome del tuo brand in maniera chiara e netta.

Oltre a un nome forte, un brand di successo deve avere un logo che sia originale al 100% e che venga facilmente ricordato da parte del tuo target di riferimento.
Per la creazione del medesimo devi pensare a un simbolo o un disegno che possa essere immortale, ovvero che non necessiti di periodici e costanti rinnovi.
Cerca quindi di creare un logo che possa essere facilmente ricondotto alla tua impresa e allo stesso tempo ricordati di evitare anche semplici dettagli che possano ricordare il logo di un’altra impresa.
In questo modo avrai l’occasione di distinguerti dalla massa ed essere certo che questo semplice disegno ti consenta a tutti gli effetti di rimanere ben impresso nella mente del tuo target di riferimento.
Studia con cura il tuo logo perché questo, anche da solo, deve essere facilmente e immediatamente ricondotto alla tua azienda.

La creazione del sito web e del blog

Quando vuoi creare un brand di successo devi assolutamente fare in modo che i tuoi clienti abbiano una piattaforma sulla quale navigare e trovare i tuoi prodotti.
Organizza con cura le diverse sezioni e fai in modo che queste siano ben studiate e allo stesso tempo ricche di contenuti, facendo in modo che ogni volta che un cliente navighi sulle pagine del tuo sito possa trovare quello che cerca e sentire quella sensazione di novità costante.
Inoltre aggiungi una sezione dove racconti la storia del tuo brand, facendo in modo che i tuoi clienti possano imparare a conoscerti e ti possano apprezzare senza alcun dubbio.
Crea un blog, dove gli utenti possano commentare i prodotti e i servizi che offri.

Creare una forte brand identity

Ricordati di creare la tua brand identity, ovvero di studiare nel dettaglio come i clienti ti devono percepire. Lavora sulla comunicazione diretta con il cliente cercando di creare dei contenuti che riescano a raccontare la storia del tuo brand.
In questo modo fortifichi la tua figura aziendale online e se scegli gli elementi chiave che stuzzicano l’interesse dei clienti, la tua brand identity diventerà sempre più forte online.

Pubblicizza il tuo brand e sfrutta i social

Infine devi sfruttare i vari canali social per pubblicizzarti e diventare una presenza forte online.
Cerca di creare diverse pagine e di gestire con costanza tutti i vari contenuti, in maniera tale che questi possano essere apprezzati da parte degli utenti e soprattutto cerca di ascoltare le richieste e i commenti del tuo target di riferimento.
In questo modo potrai riuscire nell’impresa di rendere noto il tuo brand ed evitare che questo, dopo la sua creazione, venga ben presto messo in secondo piano online.

Il Green Marketing deve rientrare nel piano di promozione del tuo brand. Sai perché? te lo spiego subito.

La necessità nasce in risposta ad una società egoista, in cui l’uomo sta avendo un effetto nocivo sul pianeta. E’ necessario quindi affrontare il problema e chi meglio di un brand può contribuire nel ridurre questo impatto!?

L’espressione Green Marketing fa riferimento ad un’ampia gamma di attività, quali il cambiamento del prodotto o del processo di produzione, l’utilizzo di imballaggi eco-sostenibili, così come la modifica della pubblicità.

Se pensi che il Green Marketing sia diventato fondamentale per i brand solo di recente ti sbagli di grosso

Il termine infatti esce già tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta. La American Marketing Association (AMA) tenne il primo laboratorio di “Ecological Marketing” nel 1975.

Negli ultimi anni i problemi ambientali sempre più evidenti causati dall’uomo sono diventati oggetto di dibattito pubblico sensibilizzando così i consumatori. Nasce così l’esigenza da parte dei Brand di adattarsi e diventare il più possibile eco sostenibili per il bene comune e per i suoi consumatori ormai sempre più propensi a scegliere aziende attente alle questioni ambientali.

Come sviluppare una strategia di “Marketing Verde” efficace

La soluzione più semplice che potrebbe venire in mente è sicuramente quella di sponsorizzare un prodotto ecologico o una linea di prodotti “Green”. In realtà non è così semplice. Una buona strategia di Green Marketing infatti dovrebbe concentrarsi sull’azienda nel suo complesso, con la creazione di una Brand Identity volta all’impegno nel fare delle scelte ecologiche.

Parti educando i tuoi clienti

Sicuramente una buona strategia può partire con l’educazione dei propri clienti ad abitudini di consumo e riciclaggio più sostenibili e meno dannose per l’ambiente. Ovviamente il Brhttps://labict.it/brand-activism-i-tuoi-clienti-si-aspettano-che-il-tuo-brand-sia-attivo-in-ambito-sociale/and deve dare il buon esempio comunicando il suo impegno nello smaltimento responsabile dei rifiuti e nell’utilizzare processi produttivi sostenibili se possibile.

Da queste pratiche di base il Brand può poi passare alla riduzione del consumo di energia o di carta e poi alla creazione di prodotti o di packaging fatti con materiali totalmente o parzialmente riciclabili.

Come deve esser fatta la comunicazione per i prodotti Green

Devi tenere a mente questi quattro elementi: prezzo, qualità, basso impatto ambientale e tendenze. Non ci scordiamo che anche le tendenze del momento devono esser seguite altrimenti si rischia comunque di andare fuori strada.

Le campagne pubblicitarie devono sollecitare i clienti ad essere parte attiva del processo eco sostenibile del tuo Brand attraverso l’acquisto di prodotti e packaging “eco-friendly”. Molto importante è anche sensibilizzare i consumatori ad un corretto utilizzo dei prodotti acquistati facendo riferimento in particolar modo al riciclaggio dei rispettivi packaging e contenitori.

Il riferimento, dunque, è a prodotti e packaging riciclabili, riutilizzabili e biodegradabili; prodotti formulati con ingredienti naturali, che non inquinano e che non vengono testati sugli animali.

I casi di successo

Le aziende impegnate nel Green sono ormai numerose. Spiccano sicuramente tra tutte Ikea e Nespresso. Ma non solo, anche Nestlè sta intensificando il suo impegno nell’eco sostenibile per rendere riciclabile o riutilizzabile il 100% dei suoi imballaggi entro il 2025 e per ridurre di un terzo l’uso di plastica vergine nello stesso periodo di tempo. Comunque l’ottantasette per cento degli imballaggi Nestlé a livello globale è già riciclabile o riutilizzabile.

Abbiamo sempre parlato del mondo online perché spesso quando si parla di marketing il primo pensiero che viene in mente alla maggioranza delle persone sono siti web, social, SEO ecc. In realtà gli strumenti marketing che hanno ad oggi le aziende sono molteplici. Tra i più potenti strumenti di marketing c’è la luce.

La luce esalta il prodotto, fa vibrare l’aria ed è capace di trasformare completamente la scena. Le emozioni sono il vero motore del comportamento e il nostro stato emozionale è fortemente influenzato dalla luce. Se quindi seduti al tavolo di un ristorante una giusta illuminazione aumenta il tempo di permanenza dei commensali, favorendo tra l’altro il consumo di cibi e bevande vien da sé che stiamo parlando di qualcosa di portentoso.

La giusta illuminazione cambia la percezione di un prodotto, di un’immagine o di uno spazio fisico 

Ad esempio: il fast food ti comunica distacco e prezzi bassi mentre il ristorante lo vedi sofisticato e ti fa immaginare piatti costosi?

Prova a immaginare di invertire la loro illumiazione e il take away ti sembrerà un intimo angolino etnico mentre il ristorante, illuminato a giorno con i neon, si trasformerà in una mensa grande e fredda.

Le luci non sono tutte uguali

Quando si acquista una lampada, vanno valutati alcuni parametri. Parliamo dell’indice di resa cromatica o IRC (quanto i colori degli oggetti illuminati appaiono naturali), la quantità e la distribuzione della luce. Anche la temperatura del colore della fonte luminosa, misurata in gradi Kelvin è determinante. Si dovrà quindi decidere tra luce calda (attorno ai 2700K), bianca neutrale(circa 4000K) e fredda (5000K). La decisione è determinata anche dal tipo di target che si vuole attirare.

La tipologia di illuminazione condiziona l’esperienza di acquisto perché genera delle emozioni nei clienti

Le persone ricordano quelle emozioni e sono ben predisposte verso comportamenti positivi d’acquisto.

La luce nella fotografia

Allo stesso modo in fotografia la luce, se utilizzata per veicolare un valore, oltre che per rappresentare una realtà oggettiva, ovvero per illuminare un oggetto o un soggetto, diventa uno strumento fondamentale di Brand Identity. Nella narrazione visiva gli elementi più efficaci sono proprio la luce e il colore: hanno il potere di raggiungere il pubblico ad un livello emotivo profondo.

Un esempio

Guarda qui un esempio di come la luce può letteralmente cambiare le carte in tavola:

Risorgere ovvero sorgere di nuovo. Questo è ciò che ci viene chiesto in questo delicato momento in cui, complice il Covid-19, ci troviamo in un momento di profondo cambiamento che coinvolge non solo le nostre abitudini ma sopratutto le nostre scelte. Ecco che allora le regole del mercato cambiano. Il digitale che già da diversi anni si faceva strada e apriva le porte a nuovi scenari oggi è protagonista e non resta che adeguarsi. Per la precisione digitalizzarsi.

La battaglia dell’attenzione si vince così con il marketing digitale dai contenuti accattivanti attraverso cui raggiungere e stimolare l’interesse di potenziali clienti.

Siamo nel momento storico in cui i media tradizionali perdono terreno a vantaggio di app e media digitali. Ogni azienda ha ora l’opportunità di mettersi in mostra e condividere con il mondo intero i suoi valori, la sua utilità oltre che i suoi servizi o prodotti.

Il digitale come aiuto nella vita quotidiana

Se da una parte per le imprese il digitale rappresenta una grande opportunità di sopravvivenza ed espansione, per i consumatori è una vera e propria risorsa. Qualcuno questo lo ha ben compreso altri ancora no.

È per questi ultimi che Tim e Rai si sono unite per raccontare il “Risorgimento Digitale”. Lo scopo è quello di far comprendere in una docuserie di 8 puntate come la tecnologia aiuti a migliorare la vita di tutti i giorni.

La strategia di branded content Tim e Rai è vincente

Se non sai di cosa stiamo parlando non preoccuparti, te lo spieghiamo subito brevemente. Quando si parla di branded content si fa riferimento alla creazione da parte di un brand di un contenuto originale che il cliente possa associare al brand stesso.

L’alfabetizzazione digitale

Storie di Risorgimento Digitale sarà un vero e proprio viaggio che racconterà com’è cambiata la vita degli italiani grazie all’accelerazione delle opportunità offerte dalla rete. Storie di studenti, docenti, medici, artigiani, commercianti che hanno compreso come l’impatto della transizione tecnologica in corso genera benefici in molti ambiti.

È importante notare come la digitalizzazione sia ormai quindi al centro dell’attenzione globale e non più solamente di chi sa fare marketing.

Se hai voglia di contribuire partecipando alla docuserie che uscirà su Raiplay ad Ottobre ti basterà cliccare qui.

Avere un e-commerce al giorno d’oggi è una mossa astuta e vincente, lo dimostra il successo che hanno avuto negli ultimi anni molte piattaforme che sono state seguite e gestite in maniera professionale.
Accade che, in molti casi, i gestori di negozi fisici si privino di avere un’attività online tagliando fuori dai propri affari una fetta abbondante di potenziali clienti che invece fanno proprio su internet sia le ricerche che gli acquisti. Lo shop online, in realtà, può rivelarsi una soluzione di successo e sono sempre di più i professionisti che con il tempo ne prendono atto.

Strategie di marketing per un e-commerce di successo

Un e-commerce di successo richiede che tu faccia degli investimenti sia fissi e sia variabili, che applichi strategie di marketing ben mirate per promuovere la tua realtà e non devi commettere l’errore molto comune di lasciare che le cose vadano da sè. Nel momento in cui decidi di aprire un sito e-commerce, carichi le immagini e le descrizioni dei prodotti alla bene e meglio, non offri sufficienti metodi di pagamento e inoltre, pensi che i clienti arrivino da te in maniera automatica, parti con il piede sbagliato.

Ti facciamo un esempio per capire meglio il mercato attuale: oggi, oltre il 90% delle persone, prima di acquistare, controlla le caratteristiche dei beni e servizi da smartphone e quasi il 60% di loro, compera tramite app o comunque passando attraverso tablet, cellulari o laptop: con questi dati, va da sé che un negozio online debba esser programmato per essere mobile friendly.

Le statistiche ci dicono che se un utente si ritrova a navigare su un sito e-commerce senza visualizzare correttamente scritte e immagini, lo abbandona dopo circa 7 secondi: si tratta di una fetta di mercato che era potenzialmente interessata alla tua offerta, ma che probabilmente avrai perso per sempre e andrà a soddisfare bisogni o a risolvere problemi da un tuo concorrente.

Non sottovalutare neppure di dover sviluppare una strategia di marketing che ti consentirà di costruire una buona brand reputation e di posizionarti in alto nella SERP di Google.

Per avere successo dovrai essere bravo a convertire gli utenti in clienti usufruendo di un buon dominio e un hosting, di copywriter e web design, in modo da creare contenuti e immagini di qualità e accattivanti.

Un ruolo altrettanto importante deve rivestire anche il settore della logistica: ordini e spedizioni dovranno essere precisi anche se lavori con dropshipping, vantare un’efficiente servizio di customer care e dedicare particolare attenzione a recensioni e servizio resi.

Le qualità dell’e-commerce che funziona

Oggi è importante avere un e-commerce che sia funzionante e performante, altrimenti è tutto tempo perso, soprattutto considerando che la concorrenza è diventata selvaggia e se non sarai in grado di soddisfare i consumatori, questi troveranno qualcun altro in grado di farlo.

Devi essere bravo a comunicare e interagire con il tuo target di persone, ovvero coloro che sono potenzialmente interessati a ciò che offri, scartando tutti gli altri. Può capitare anche di commerciare un buon prodotto eppure che gli avventori siano più attratti da un altro venditore che è stato più bravo nel fare personal branding.

Aprire un sito e-commerce di successo

Possedere un e-commerce al giorno d’oggi è importante perché offre molti vantaggi: per prima cosa, abbatterai i costi fissi e variabili tipici del negozio fisico, quindi niente affitto, bollette, arredamento, ecc…

La distribuzione degli articoli avviene senza intermediari ottenendo maggiori ricavi, puoi tenere aperto 24 ore su 24, restando sempre disponibile con le persone anche se sono lontane da te fisicamente.
Tracciando visite e acquisti potrai creare campagne di remarketing per intercettare il tuo target di potenziali clienti e offrigli esattamente ciò che desiderano rispondendo alle loro query e con l’analisi dei dati, potrai studiare il tuo pubblico e capirlo meglio.
Sei libero di fare sconti, offerte, coupon e promozioni riservate a costo zero che non potresti fare avendo un negozio fisico, solamente inviando ai clienti delle semplici e-mail con proposte riservate e personalizzate.

L’importanza di essere proprietario di un e-commerce è di evitare che tutte le persone che ogni giorno si connettono online per soddisfare bisogni o risolvere problemi ti lascino fuori da un mercato molto ampio e proficuo: in pratica, se non possiedi un e-commerce, ogni giorno centinaia di migliaia di potenziali clienti non sapranno neppure che esisti.

Nel marketing alcuni strumenti sono innovativi, freschi e in perenne cambiamento, eppure ce ne sono alcuni vecchi, ovvero usati da tantissimo tempo, ma ancora molto utilizzati in quanto assicurano a professionisti e aziende grandi risultati; tra questi, ad esempio, abbiamo l’e-mail marketing e i podcast. Questi ultimi, in particolare, si sono evoluti passando dalla classica versione audio a quella più recente, sotto forma di video.
Sebbene possano essere anche molto diversi tra loro, per realizzare podcast funzionali ed efficaci devi seguire degli step di natura tecnica, promozionale e volta alla loro monetizzazione.
Vediamo insieme quindi come farsi conoscere tramite i podcast.

Valuta quale tematica ti entusiasma di più

Se desideri avere successo e farti conoscere, non puoi permetterti di prendere il tuo podcast alla leggera. Dovrai lavorarci su e purtroppo non capendo questo, molti professionisti non raggiungono il risultato sperato.

Potresti iniziare cercando di comprendere quale sia la tematica che più di tutte ti entusiasma e senti di poter trattare in modo naturale e regolarmente. 
Se hai una vera passione, non esitare e punta su quella. Se invece ancora non hai le idee chiare, potresti auto-testarti e improvvisare, provando a coprire circa un minuto parlando della tematica da te scelta, in modo accattivante: se sei riuscito in questo esperimento, sei sulla strada giusta. 
Un consiglio, pondera bene anche di scegliere una nicchia di mercato non satura e cerca di differenziarti, magari preferendo una “sotto-nicchia”.

Pensa a come chiamare il tuo podcast

Completato il primo step e scelto il tuo argomento, ora devi creare il podcast che corrisponderà al tuo brand e decidere come chiamarlo.
Il nome del podcast deve essere semplice e ovviamente connesso con la tematica scelta: punta su qualcosa di descrittivo e intuitivo, che davvero induca gli utenti a pensare al tuo brand, anziché complicarti la vita con nominativi eccentrici.

Devi essere bravo a creare una sorta di sinergia con le persone, anche per questo la scelta del nome, possibilmente corredata da una o due parole chiave, è molto importante.

Costruzione e formato del podcast

Devi pensare anche a un logo adatto, che attiri l’attenzione e a un’immagine per iTunes che ricordi il tuo brand e che le persone trovino facilmente con le loro query.

Rispetto a un podcast audio, il video ha un potenziale maggiore di essere apprezzato, soprattutto perché, oltre a fornire agli utenti contenuti di valore, rispecchia maggiormente la personalità del brand. Niente toglie che tu possa creare anche una versione audio per gli amanti del genere, per chi ha poca memoria sul dispositivo oppure, per essere comunque presente su iTunes.

Costruisci il podcast partendo dalla programmazione e decidi quando e quanto spesso pubblicherai: una volta alla settimana o una al mese? L’importante è rimanere fedele alla tua scelta ed essere puntuale, in modo da evitare la perdita di utenti con pubblicazioni incostanti.

Hai pensato alla durata del podcast? Potresti segmentarlo in frazioni che vanno dai 30 ai 50 minuti, perché in questo lasso di tempo potresti trattare un intero argomento senza andare oltre, ad esempio, una distanza casa-lavoro o casa-supermercato.

Programma quali contenuti trattare

Ovviamente il fattore più importante sono i contenuti, perché argomenti, conversazioni, carisma e engagement sono la sostanza che ti consentirà di farti conoscere, oltre alla forma di cui abbiamo già parlato.

Fai un elenco degli argomenti più accattivanti ed entusiasmanti di cui vorresti parlare: fallo ogni volta che ti viene in mente qualcosa di nuovo e pianifica quando creare il podcast. Ricorda che sono molto importanti la naturalezza e la spontaneità con cui interagisci con il tuo pubblico: parla come se quella tematica ti fosse venuta in mente in quel momento e non generata da una meticolosa pianificazione.
Potresti utilizzare un copione scritto per catturare l’attenzione e introdurre argomenti od ospiti, ma tutto deve essere presentato in modo equilibrato.

Conclusioni

Certo di aver seguito tutte le linee guida e inaugurato il tuo podcast con la pubblicazione, sii certo di poterlo trasformare in entrata economica. Fatti conoscere condividendo carisma e idee brillanti, è il modo più efficace per trasformare le tue azioni in guadagni.

Correva l’anno 2006 quando Yahoo Answers sbarcava in Italia. Il celebre sito di domande e risposte ha poi negli anni conquistato la simpatia e l’affetto di molti tra domande assurde ed imbarazzanti ed altre ancora invece più da “posta del cuore”. Le risposte spesso molto variopinte e divertenti.

I motivi della chiusura

Il 4 Maggio Yahoo Answers chiuderà definitivamente i battenti sorpassato ormai dai social e dai siti più specializzati nei vari argomenti. La piazza online a cui ormai la maggior parte degli utenti si rivolge per ottenere informazioni è rappresentata da Facebook e Twitter. Wikipedia invece uno dei siti specializzati per ottenere in maniera molto rapida informazioni dettagliate su un determinato argomento.

La possibilità di chiedere una copia dei dati

I più affezionati al sito di domande e risposte potranno chiedere, entro il 30 Giugno 2021, una copia delle proprie domande e delle risposte ricevute da tenere così, come piacevole e divertente ricordo magari.

Come hanno fatto i social a declassare in questa maniera Yahoo Answers

I social media sono diventati parte del nostro quotidiano. Quasi ogni navigatore ha un profilo personale come minimo su Facebook e lo usa ormai da qualche anno. Condividere contenuti, commentare e postare sono diventate abitudini di milioni di persone. Un contatto più diretto e veloce, un linguaggio più intimo e vicino. Un accesso all’informazione che si desidera ricevere sicuramente molto più esteso.

Le domande divertenti su Yahoo Answers

Ci fa piacere ricordare qualche simpatica domanda posta sul Yahoo Answers come ad esempio quella in cui un utente chiedeva: “Come si chiama la canzone che fa: sciura scero sciura go?” o ancora “Come fa il notaio che ha il testamento a sapere quando uno muore?” e poi “Perchè quando vedo le stelle con il telescopio non vedo le cinque punte?“.

Si chiude così un capitolo della storia di internet che lascerà sicuramente l’amaro in bocca ai più affezionati.

Ormai è assodato che social media e politica vanno a braccetto. Siamo tempestati continuamente da video, slogan che viaggiano sopra a post con foto che di patriottico hanno ben poco, TikTok in cui i politici si dilettano per apparire forse più vicini al loro popolo (o forse solo per concedersi qualche momento di ironia, anche se c’è ben poco da ridere) e chi più ne ha più ne metta.

Lo spazio mediatico è ora saldamente finito nelle mani di politici “più punk che pop”. Basti pensare a Donald Trump ed il suo successore Joe Biden negli Stati Uniti, Matteo Salvini, Giuseppe Conte e Luigi Di Maio da noi.

Negli anni Venti l’avvento della radiofonia cancellò la fisicità dei politici, negli anni Sessanta gliela ridiede grazie all’arrivo della televisione. Oggi è di nuovo tutto cambiato con i social media.

Molto più virali, i messaggi lanciati dai propri “idoli” politici circolano sulla rete con una rapidità esorbitante e spesso anche pericolosa. Basti pensare al recente attacco a Capitol Hill. Qui la retorica sediziosa di Trump ha spinto una folla di migliaia di persone a prendere d’assalto il Campidoglio degli Stati Uniti.

La comunicazione politica è social

Non più costruita sull’immagine come ai tempi dei politici “televisivi” bensì sulla personalità, quella che punta sulla visceralità e sull’emozione dimenticando la ragione e l’equilibrio, oggi diventati così noiosi e fuori moda.

La comunicazione del momento è composta da raffiche di messaggi raffinati come colpi di machete confezionati per essere condivisi, viralizzati e immancabilmente dimenticati

Oggi

Così la politica è tornata indietro di un secolo, quella del Novecento, in cui i Leader più credibili erano quelli che urlavano più forte nelle piazze, infiammando le folle a colpi di slogan populisti.

I social media rappresentano una risorsa importantissima per tutti noi, specie per le aziende. Grazie ai social media tantissime aziende hanno visto aumentare esponenzialmente il loro fatturato. Tante persone hanno trovato lavoro e le aziende a loro volta le figure professionali che cercavano con più facilità. Il trucco è come sempre saperli usare per lanciare messaggi corretti.

Siamo sicuri che la politica abbia ben compreso il loro utilizzo?

Seppur quest’anno l’atmosfera del Natale appare piuttosto surreale, l’occasione per concedersi o meglio ancora concedere un regalo non se la è voluta far scappare nessuno. Strade affollate, negozi presi d’assalto per il “gingillo” del momento o forse no, meglio quel maglione rosso visto in vetrina? no, visto addosso a tutte le principali influencer. Se poi il denaro speso per l’acquisto va a sostegno di nobili cause meglio ancora, il regalo sarà doppio. OVS azienda leader nel commercio di abbigliamento ha sposato una causa importante, quella di sostenere il futuro di ogni bambino a fianco di Save The Children. Brand activism riuscito.

Il Christmas Jumper 2020

OVS non è la sola a sostenere il progetto di Save The Children. La collezione di maglioni Christmas Jumper è stata disegnata dalla nota cantante Elodie. Due varianti di colore, rosso per la donna e blu per l’uomo. Protagonista un simpatico orsacchiotto con una sciarpa che si abbina perfettamente al rosso o blu del maglione. Il risultato è il sold out. Maglioni terminati ovunque.

Pensi si tratti di un’azione di puro marketing e falso perbenismo?

No. Sappi che OVS sostiene Save The Children da oltre 10 anni, il Brand activism (l’impegno di un’azienda verso una o più cause di rilevanza sociale, ambientale, politica ed economica) è diventato uno strumento di marketing solo di recente. Sicuramente l’azione ha portato ad un aumento esponenziale delle vendite, inutile negarlo. OVS ha però avuto il coraggio di prendere una posizione e l’intraprendenza di far emergere il suo impegno per il sociale.

Save The Children

Una delle più grandi Organizzazioni internazionali. Da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Collaborano con realtà territoriali e partner per creare una rete che li aiuti a soddisfare i bisogni dei minori, garantire i loro diritti e ascoltare la loro voce.

Beary Xmas

È l’augurio che OVS, Elodie e l’orsacchiotto rivolgono a tutti noi e chissà che questo Natale così speciale alla fine sia servito a risvegliare gli animi più indifferenti e a farci vedere come ogni azienda potrebbe sfruttare al meglio le sue azioni di marketing, facendo del bene al prossimo oltre che a se stessa.

Il Gdpr ha dato letteralmente il via al principio della trasparenza. Gli utenti hanno infatti ricevuto dal momento della sua introduzione il diritto ad ottenere in modo facilmente accessibile tutte le informazioni che riguardano il trattamento dei propri dati personali. Ad oggi tuttavia la cerchia di aziende digitali delle quali potersi ciecamente fidare è molto ristretta. Assurdo se si pensa che la legge prevede multe fino a 20 milioni di euro o addirittura fino al 4% del fatturato per i trasgressori che non rispettano le disposizioni del Regolamento europeo sulla privacy.

L’imbroglio è sempre dietro all’angolo

Sì, è così. Molti siti di e-commerce, social media e App sfruttano al meglio piccoli tranelli per ottenere i dati personali degli utenti che navigano. Il fine è quello di applicare tecniche di marketing vessatorio, se non addirittura per vere e proprie pratiche scorrette. 

Tutte le informazioni che riguardano il trattamento dei propri dati personali dovrebbero essere fornite in modo conciso, facilmente comprensibile e spiegate con un linguaggio semplice e chiaro. La realtà invece è che spesso decifrare un’informativa sulla privacy diventa un’impresa ardua.

Pensa che non basta infatti mezzora per leggere le circa 7mila parole di cui sono fatte le policy di Facebook e di Google, mentre servono 45 minuti per quella di oltre diecimila parole di cui è composta Zoom. 

E i famosi cookies?

Tutti i siti chiedono il consenso sull’installazione dei cookies. Una volta concesso, questo non servirà però a proteggersi dalle violazioni ma a fornire inconsapevolmente la propria autorizzazione ad essere monitorati nei propri comportamenti online e nelle abitudini di consumo. Il tutto verrà poi accuratamente analizzato per annunci pubblicitari che gli algoritmi confezioneranno su misura in base ai gusti dell’utente.

Nel 2020 un consumatore su tre ha subito la violazione dei propri dati personali facendo shopping online

Questo è quanto emerge dall’ultimo rapporto rilasciato da OpSec in un’indagine che ha coinvolto 2.600 utenti nel mondo. I consumatori affermano che le aziende digitali non stanno facendo abbastanza per proteggere i dati personali dei clienti. Effettivamente si potrebbe fare molto meglio riuscendo così a conquistare la fiducia degli utenti. Nel futuro si faranno sicuramente altri passi avanti e le aziende che vorranno rafforzare la loro immagine ed il loro business su internet dovranno rivedere le proprie strategie puntando molto sulla trasparenza e l’onestà.

Apple un esempio per tutte le aziende digitali

La notizia è fresca. Apple stringe sulla privacy e obbliga tutte le applicazioni a pubblicare un’etichetta che chiarisce agli utenti quali loro dati vengono usati e in che modo. La Mela nell’ottica di trasparenza ha anche aggiornato la sezione del suo sito dedicata alla privacy.