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Il turismo nell’era digitale

Oggi più che mai si parla di Turismo digitale! Le persone non acquistano un prodotto o un servizio ma un’esperienza e tutto il mondo di valori in essa contenuto…

L’Italia è uno dei Paesi più visitati del mondo e può contare su un’importante e varietà capacità ricettiva con strutture che vanno dagli Hotel di lusso ai B&B, dagli agriturismi ai campeggi alle quali si affiancano attività e servizi che completano l’esperienza del turista: ristoranti, musei, eventi, parchi, trasporti e tanto altro. Un settore in continua evoluzione con diversi modi di comunicare. Esperienza è una delle parole fondamentali per una buona strategia digitale perchè è quella che muove le persone, le coinvolge, le fidelizza e le spinge a raccomandare o sconsigliare la tua struttura o destinazione. Oggi le persone non acquistano un prodotto o un servizio ma un’esperienza e tutto il mondo di valori in essa contenuto. Lo fanno orientandosi con l’aiuto di molteplici informazioni che viaggiano in modo veloce e che sono sempre più accessibili. Parliamo di un settore, quello del turismo, che sta attraversando una fase di cambiamento e che si attesta come uno dei più importanti dell’economia italiana. Turista è colui che viaggia e che vive un’esperienza lontano dal proprio quotidiano. L’esperienza è quindi composta da tutti quegli aspetti che coinvolgono la persona sul piano dei cinque sensi e comprende ciò che ciascuno di noi può ascoltare, vedere, gustare, toccare e annusare. A completare l’esperienza ci sono anche gli aspetti emozionali , soggettivi, irrazionali e psicologici. Tutte queste componenti contribuiscono a creare l’experience e a rendere indimenticabile il viaggio. Il viaggio oggi comincia molto prima dell’arrivo a destinazione. Ha inizio quando si sente il desiderio di andare in un luogo diverso rispetto a quello in cui ci si trova. Diventa una necessità impellente e una grande opportunità, per chiunque operi in questo settore, conoscere e saper utilizzare gli strumenti di comunicazione digitale per posizionare strategicamente la propria offerta commerciale e per far conoscere i prodotti ed i servizi offerti. I viaggiatori hanno sempre più confidenza con gli strumenti digitali e per vincere la partita c’è bisogno di giocare sullo stesso piano! Sei pronto ad entrare in campo?

Lo Storytelling usa la narrazione per comunicare

L’amicizia ha bisogno di storie, di avventure da condividere, di racconti che riescano a tenerti intorno a un tavolo e ti diano sempre nuovi motivi per brindare!

Grazie al content marketing possiamo veicolare l’utente a compiere azioni specifiche come compilare un form, acquistare i nostri prodotti, iscriversi ad una newsletter ecc.. e con lo storytelling? raccontiamo una storia, la nostra.

Si tratta di una narrazione, di un racconto più intimo che arriva dal profondo in cui probabilmente c’è anche la storia di chi la legge. Questo crea un rapporto molto più profondo ad un legame che suggerisce l’acquisto di un prodotto o la compilazione di un form. Parliamo di un rapporto che si rinnova quotidianamente permettendo ad alcuni brand di diventare dei veri e propri lovemark. Lo storytelling è quindi l’arte di comunicare attraverso delle storie. Le persone lo amano dai tempi delle caverne e ci risulta anche superfluo aggiungere quanto sia decisivo costruire una buona narrazione per la riuscita di una strategia di content marketing che duri nel tempo. Lo storytelling è un mindset che serve a creare iper-contenuti per generare legami e il racconto è la presentazione della storia elaborata in maniera scritta. E’ la forma del contenuto raccontato. Possiede come tutte le storie una trama e un genere e come tale viene veicolata nella mente dell’interlocutore.

Credere che Content Marketing e Storytelling siano sinonimi accade molto frequentemente. Possiamo sicuramente affermare che tutte le storie sono contenuti ma possiamo dire l’inverso? assolutamente no!

Qual’è la vostra storia? siete pronti a far scoprire a tutti cosa c’è dietro le quinte della vostra attività? non c’è niente di più stupendo!

Prevedere i virus con l’intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale e i big data vengono utilizzati da BlueDot e il suo team per prevedere l’andamento e la propagazione dei virus

Il coronavirus è l’argomento del momento che sta preoccupando l’intera popolazione mondiale. L’epidemia è partita da Wuhan, una città della Cina centrale, raggiungendo Bangkok, Taipei e Tokyo. La propagazione di questo virus era già stata annunciata il 31 dicembre 2019 dalla società canadese BlueDot, specializzata nel monitoraggio delle malattie infettive. Nata nel 2014 il cui fondatore Khan lavorava come specialista per le malattie infettive all’ospedale di Toronto.

L’azienda fa uso di un sistema di analisi basato sul monitoraggio di reti di malattie che riguardano non solo l’essere umano bensì anche animali e piante tramite algoritmi di intelligenza artificiale. BlueDot infatti aveva avvisato in anticipo la popolazione della presenza di zone pericolose come Wuhan ancor prima dello scoppio dell’epidemia, ma soprattutto prima che la notizia fosse argomento focale dell’agenda mediatica. Ora 40 fisici e sviluppatori stanno cercando di tracciare lo sviluppo del coronavirus attraverso vari tipi di fonti: controllano il flusso del traffico aereo, i rumors dei forum e dei siti di informazione e anche i report sulle malattie che colpiscono gli animali.

Prima di loro ci aveva già provato Google nel 2008 con il lancio di Google Flu Trends, un progetto che puntava ad utilizzare i big data per prevedere l’andamento delle influenze stagionali. Questo progetto è stato abbandonato nel 2015 a causa dell’inesattezza dei risultati registrati.

Google non è riuscita nell’impresa, ora tocca a BlueDot  sfruttare l’intelligenza artificiale per restare al passo delle sue previsioni, ci riuscirà? Lo scopriremo presto!

Voto con lo Smartphone? a Seattle si!

Sono partite le prime elezioni politiche elettroniche…

Se in Italia si discute ancora per un post del Ministro Borgonzoni avvenuto prima delle elezioni, a Seattle tra le svariate cose che si possono fare con uno smartphone c’è anche l’esercizio del diritto di voto. Fino all’11 Febbraio i cittadini potranno votare anche via smartphone per eleggere un membro del consiglio del King Conservation District, l’ente che si occupa di ambiente e sostenibilità.

La piattaforma attraverso cui è possibile votare si chiama “Democracy Live” ed è stata sperimentata fino ad oggi solo in alcune realtà per consentire il voto a disabili o militari. Il suo funzionamento è abbastanza semplice: gli elettori possono collegarsi alla piattaforma da pc o smartphone, inserire i propri dati ed esprimere le preferenze che potranno eventualmente modificare prima dell’invio.

In Italia siamo ancora lontani da tutto questo, ma chissà se Seattle sarà il punto di partenza per iniziare a lavorarci su…

Chirurgia estetica e filtri AR per i like sui social

Come Instagram ha standardizzato i canoni di bellezza nel mondo


Il rapporto con la tecnologia spesso degenera in forme di abuso e dipendenza e ha un impatto sempre più rilevante nell’immagine che abbiamo di noi stessi. Attraverso la fotocamera del telefono o del computer, oppure da una fotografia scattata da amici e condivisa in rete ci vediamo da un’ottica diversa e, spesso, si scopre un’immagine di sé che non ci si aspetta: rughe, occhiaie, doppio mento che potevano essere sfuggiti davanti allo specchio restano invece ben visibili sulle bacheche dei social.
Tutto ciò sfocia in un boom di chirurgia estetica per avere più like sui selfie con un intervento per aumentare il volume del seno, una liposuzione per diventare più snelle, un ritocco per cancellare i segni del tempo dal viso. Negli stati uniti hanno già ribattezzato la tendenza “facebook-lift”. Ma non solo! Sull’account Instagram @Insta_Repeat si scopre una verità schiacciante: sui social network postiamo tutti le stesse cose.
Una faccia dai connotati ben precisi che un recente articolo del New Yorker ha definito proprio Instagram face, tracciando i contorni di quelli che sono diventati a tutti gli effetti i canoni di bellezza dominanti nell’era di Instagram: viso giovane, incarnato di porcellana, zigomi alti e pieni, occhi da cerbiatta, ciglia cartoon, naso piccolo e stretto e labbra turgide e piene
Possiamo comprendere questo fenomeno attraverso la parola standardizzazione che si sta diffondendo in maniera sempre più radicale ed estesa tra gli utenti comuni. Il desiderio comune è di apparire sempre più simili ai propri idoli estetici ma anche quello di sentirsi accettati e soprattutto apprezzati, meglio se sotto forma di like visibili.
La nostra percezione di noi stessi viene ogni giorno sottoposta a distorsione prima dai filtri bellezza di Snapchat, ora anche presenti su Instagram. In America va per la maggiore FaceTune, app che in solo tap cancella rughe, discromie e imperfezioni e ridefinisce le proporzioni del viso seguendo i dettami della Instagram face.
Oggi giorno ci troviamo divisi nel continuo scontro tra il sentirsi accettati aderendo a standard estetici utopici omologati e le nuove campagne per l’inclusività e la diversità che enfatizzano il concetto di pluralità; esattamente l’opposto dell’uniformità incoraggiata dai social media.
Così, se da un lato i movimenti femministi promuovono un’idea di bellezza unica e quindi speciale, che trasforma gli inestetismi in punti di forza (cc: lentiggini, smagliature, cellulite, peli femminili…) e fa della diversità il suo mantra, dall’altra Instagram, in particolare Oltreoceano, veicola prepotentemente immagini ritoccate, spianate, uniformate: un’ode all’Instagram face che nella vita reale si traduce in un aumento degli interventi di chirurgia estetica.

I trend social del 2020 che devi conoscere…

Vuoi avere successo sui Social Media nel 2020?

Non puoi quindi perderti quelle che saranno le tendenze più importanti di quest’anno!

In una concorrenza sempre più ampia anche sui Social, non mancano di sicuro le piattaforme in cui puoi investire il tuo tempo per farti conoscere dal tuo pubblico.

Ti stai avvicinando al tuo pubblico proprio lì dove trascorre il suo tempo?

Stai dando loro quello che vogliono o di cui hanno bisogno al momento giusto?

Cosa conta per loro?

Queste sono le domande per le quali tutti necessitiamo di una risposta, domande che però sembrano cambiare ogni anno.

Di seguito ti elencheremo le 10 tendenze dei Social Media che contano di più per i marketer, i marchi e le imprese secondo i più grandi esperti.

#TREND 1 CONNESSIONE – COMMUNITY – EXPERIENCE

Nel 2020 la grande tendenza sara in realtà un ritorno alle origini.

Non è più sufficiente offrire un servizio di cui i clienti hanno bisogno perchè oggi la relazione che instauriamo con i nostri clienti è più importante dei prodotti e dei servizi che vendiamo. Le persone sono alla ricerca di connessioni a livello personale con aziende e marchi che si sentono parte della “loro comunità”. Le aziende devono oggi impegnarsi più che mai per essere un “amico” utile e comprensivo piuttosto che un fornitore di prodotti e servizi. Ciò si traduce nel passare più tempo a costruire contenuti coinvolgenti e ad essere più coinvolti. In poche parole la comunità sarà la chiave. Questo dovrebbe indurre i marchi a creare propri gruppi su Facebook piuttosto che avere solo una pagina aziendale per ottenere follower e like. Il motivo per cui si parla di “Comunità” è perchè si deve cercare, tra le altre cose, di facilitare e coinvolgere azioni significative tra i follower, utenti e fan.

La conversazione è la chiave per la comunità e l’esperienza.

#TREND 2 INFLUENCER AUTENTICI

L’influencer marketing non sta andando da nessuna parte infatti sta maturando. La chiave sta nel creare una strategia di influencer chiara e cristallina che si integri con la propria strategia di marketing globale. Gli influencer autentici sono quelli che utilizzano concretamente e quotidianamente i prodotti di un determinato marchio o brand. Oggi gli utenti dei Social Media sanno come si presenta una relazione forzata con un marchio e sono stanchi di vedere queste interazioni.

#TREND 3 DIVERSIFICA CON TIKTOK, REDDIT E ALTRO

Di TikTok ne abbiamo recentemente parlato in un articolo di cui vi riportiamo il link https://labict.it/il-fenomeno-tik-tok-il-nuovo-social-che-impazza/ . Facebook ed Instagram non sono più gli sportelli unici di una volta. La copertura organica di TikTok è qualcosa mai visto prima, è meglio anche dei primi giorni di Facebook!

Molte aziende hanno trovato il Marketing su Reddit difficile e intimidatorio, ma l’uso di quest’ultimo da parte dei consumatori sta crescendo esponenzialmente facendo maturare l’idea che i marchi su Reddit siano più autorevoli. Non è mai stato momento migliore di questo per i marchi di affermarsi su una piattaforma che è responsabile di gran parte della cultura Internet di cui godiamo oggi.

#TREND 4 REIMMAGINA IL SOCIAL ANALYTICS

Dal punto di vista dell’analisi non è mai stato così importante per gli esperti di marketing creare la propria fonte di verità e fare i propri calcoli in termine di quantificazione dei risultati, sopratutto quando si tratta di misurare l’incremento. Man mano che l’apprendimento automatico continua ad evolversi i marchi con i dati migliori saliranno in cima.

#TREND 5 DIVENTA CREATIVO, SMETTI DI ESSERE NOIOSO

I marchi noiosi sono ovunque con i loro contenuti noiosi sui social media.

Brevi video (ma efficaci) girati in occasione di eventi in cui i partner tecnici parlano delle loro soluzioni, di come è nata l’idea, di come è stata costruita, ecc.
GIF e video animati di breve durata progettati per ispirare lo spettatore, non solo per capire, ma per agire.
Chi vuole andare alla pagina di un marchio e vedere solo un sacco di post “compra le mie cose!” O post noiosi che non si applicano alla loro vita o risolvono i loro problemi? Nessuno!

A nessuno importa dei tuoi annunci a meno che tu non abbia dimostrato il tuo valore fornendo contenuti di consumo di qualità.

#TREND 6 STORIES

Le storie sono un modo perfetto per attirare l’attenzione, per alcuni secondi preziosi, di un pubblico che ama i contenuti creativi autentici. Le storie sono un ottimo modo per aggiungere un tocco di umanità ai tuoi social media usando emoji, video e adesivi. I marchi e le aziende intelligenti faranno di questo un focus maggiore nella loro strategia di marketing per il 2020 se vogliono avere un livello più alto di successo nel raggiungere il loro pubblico e aumentare il coinvolgimento.

#TREND 7 YOUTUBE E VIDEO

Il video potrebbe non essere una nuova tendenza ma rimane una tendenza importante nei social media. Ora i consumatori sembrano aspettarsi contenuti video da un marchio con cui faranno affari. Se non hai iniziato a sperimentare con i video, ora è il momento di iniziare o rischierai di rimanere indietro rispetto alla concorrenza.

Non dimenticare: YouTube è una piattaforma di social media. Ed è più grande di Facebook.

Il nuovo Marketing punta sulla qualità

L’evoluzione del marketing, il passaggio dal marketing tradizionale a quello moderno, si può semplificare in sei punti fondamentali:

  1. ATTRARRE. L’obiettivo deve essere quello di attirare il cliente senza però arrecargli disturbo. Occorre creare il contenuto ed aspettare che sia lui ad avvicinarsi.
  2. EDUCARE E POI VENDERE. Attraverso i contenuti è possibile far conoscere la propria filosofia ed i propri prodotti creando un legame con il pubblico.
  3. NON PARLARE DEL PRODOTTO. I contenuti anche se distanti dal prodotto che desiderate vendere devono riflettere la vostra filosofia. Ricordate che non c’è niente di più errato che tormentare il pubblico con la pubblicità.
  4. PENSARE COME UN EDITORE E NON SOLO COME UN IMPRESA. Per non parlare del prodotto iniziamo a ragionare come se fossimo un editore. Pensiamo quindi al tono della voce, ai media, ai contenuti, ai lettori.
  5. AGGIORNARSI SEMPRE. La strategia di marketing va pensata in continuazione, i social sono in continua evoluzione , le persone perdono rapidamente interesse per alcune cose acquisendone per altre. Gli algoritmi, non ci stancheremo mai di ricordarvelo, cambiano frequentemente.
  6. FAR CRESCERE LE RISORSE A LIVELLO SIA DI PERSONE CHE DI SOFTWARE. La continua formazione del team, i software sempre aggiornati e al passo con i tempi sono un valore inestimabile per la crescita della vostra impresa.

Ovviamente dovete sempre tener conto che tutti questi accorgimenti produrranno i loro effetti nel tempo adottando una delle più importanti virtù, la costanza. Questa vi permetterà di raggiungere risultati nel lungo periodo. Nel marketing bisogna avere pazienza, determinazione, conoscenza e costanza…

Drink Influencer, la nuova professione

” Nulla sarebbe più faticoso che mangiare e bere se Dio, oltre che una necessità, non ne avesse fatto un piacere. ” Voltaire

Che sia da soli o in compagnia il momento del Drink è un attimo di relax dalla routine quotidiana. Ma siamo realmente in grado di saper scegliere tra la moltitudine di proposte offerte quello più piacevole per il nostro gusto? se la risposta è incerta nessun problema perchè ad aiutarci possiamo trovare una nuova figura, quella del Drink Influencer!

Chi è e cosa fa un Drink Influencer?

Seguendo la scia dei Food Blogger, nati ormai da molti anni, i Drink Blogger o Drink Influencer hanno la passione per il bere bene, intercettando anche le nuove tendenze in fatto di mixology. Il più grande impegno del Drink Blogger è quello di trasmettere la cultura di un cocktail, dai tecnicismi di settore al linguaggio comune del consumatore, portando quest’ultimo a scoprire la cultura della miscelazione e ad effettuare nuove esperienze, sviluppando così il gusto e l’attenzione per cocktail diversi da quelli più abituali. Anche il design del cocktail è soggetto ad analisi da parte di questa nuova figura. Insomma si tratta di una consulenza a 360°!

Qual’è il suo ruolo e l’attività all’interno delle aziende?

Dalla scrittura degli articoli del magazine e le interviste ai cocktail bar, si passa alla creazione dei post, arrivando alla gestione dei contatti commerciali.  Si tratta di un vero e proprio professionista del marketing e della comunicazione, non basta essere solamente buoni intenditori di tendenze all’interno del settore beverage.

Il fenomeno Tik Tok, il nuovo social che impazza

Il nuovo social network è ormai virale tra i più giovani. Si tratta di una semplice app creata in Cina da scaricare gratuitamente sul proprio cellulare. Per iscriversi bisogna avere almeno 13 anni ma in realtà all’interno ci sono iscritti anche di 11 e 12 anni. Il nuovo social conta già circa 2 milioni di utenti attivi ogni mese e 236 video al minuto al mese. I video possono essere montati in formati professionali ma ciò che caratterizza maggiormente questa app è la velocità. L’app ti consente di postare video che possono essere montati in modo da avere un ritmo frenetico, questa una sua peculiarità. Ha superato, scalando la classifica delle app più scaricate, Facebook, Instagram e Youtube. Ma cosa attira i ragazzi verso questo nuovo social? la risposta è semplice, il numero di visualizzazioni che si riesce a raggiungere! Quando produci contenuti su Instagram il numero di persone che raggiungi oramai è molto piccolo e per aumentarlo devi utilizzare tecniche complesse o avvalerti di professionisti del settore su Tik Tok raggiungi invece facilmente 2 milioni di visualizzazioni. Ma non è finita qui, su Instagram vediamo contenuti sponsorizzati di vario genere o i contenuti delle persone che seguiamo, Tik Tok ti studia e ti suggerisce contenuti sempre più mirati.

E la Privacy? Quello della privacy rappresenta un problema non indifferente siccome non si sa cosa facciano con la grande quantità di dati di tutti gli iscritti, dati contenuti in database impossibili da controllare. L’esercito USA lo ha definito una Cyber minaccia e ne ha vietato l’utilizzo ai propri militari.

Nel decalogo di Tik Tok troviamo:

“Una volta caricati i video su TikTok, devi ricordarti che la piattaforma può farci quello che vuole, anche pubblicarli altrove, per esempio su YouTube”, si legge tra i punti del decalogo che intendono mettere in guardia rispetto alla possibilità di perdere il controllo di ciò che si pubblica. Concetto rafforzato nella parte finale in cui viene riportata la regola aurea: “Non pubblicare mai nulla che possa mettere in imbarazzo te o gli altri, nemmeno in una chat privata! Una cosa condivisa resterà in rete per sempre. Rifletti bene prima di farlo”.

Il nostro consiglio? come per tutti i social è bene approcciarsi a Tik Tok con ragionevolezza e buon senso. Sicuramente il tema della Privacy è molto delicato e non andrebbe sottovalutato…

A voi l’ardua sentenza!

Promuovere, sedurre e vendere con i contenuti…

“Siamo negli anni dal lato luminoso dei social. Un’azienda che non sappia proporre una missione sociale di questi tempi non va da nessuna parte” Analista Politico Mike Allen.

È il momento migliore per pensare, studiare, fare, disegnare il marketing. Oggi più che in passato. Non c’è più distinzione, siamo individui così diversi anagraficamente quanto trasversalmente simili poichè figli di una generazione impegnata, connessa, multitasking. Mai come oggi gli strumenti digitali, le piattaforme social, i consumi in mobilità sono diventati così essenziali, pervasivi, connettivi. Una rivoluzione segnata dalla tendenza di ciascuno ad interloquire in modo diretto con brand, personaggi politici, organizzazioni, personaggi più o meno noti dello spettacolo e così via, abbattendo spazi fisici e temporali. Il marketing contemporaneo ha trasformato di fatto i linguaggi, i processi, le dinamiche di relazione e persino gli organigrammi aziendali costringendo le imprese grandi o piccole che siano a ripensare campagne, a ridefinire obiettivi, a ricostruire identità. I Brand non possono più “stare in silenzio”. Caldo, empatico ma sopratutto relazionale è il marketing del XXI secolo.

Occhio però alla coerenza! Si perchè le narrazioni devono essere specchio delle azioni. Oggi la pubblicità non può raccontare una storia differente rispetto alle pratiche del fare dell’impresa e deve essere specchio della cultura aziendale.

La parola magica per qualsivoglia strategia marketing che esista è contenuti! Per avere successo online non è sufficiente disporre di un profilo sui social network o curare il proprio sito o blog in funzione dei motori di ricerca. Serve fare content marketing!

Di cosa si tratta? Possiamo sicuramente affermare che il suo scopo non è vendere direttamente ma bensì informare il cliente per generare con esso una relazione stabile e duratura. Un piano di content marketing efficace deve rispondere a queste 3 domande:

  • Quali benefici intendi apportare al tuo business?
  • Qual è il target di riferimento?
  • Da cosa sono coinvolti?

A grande sorpresa vi riveliamo che il content marketing non è una novità di questi anni come molto spesso si pensa, non è nato con i social e nemmeno con i blog. Ancor di più non ha a che fare direttamente con il digital marketing, ve lo sareste mai aspettato?

Gli studiosi collocano le origini del content marketing al 1895 con la rivista “The Farrow”, un giornale di consigli per agricoltori.

Perchè fare Content Marketing per la tua impresa o il tuo Brand?

Le persone sono letteralmente inondate e bombardate da continui e ripetuti messaggi pubblicitari, che arrivano da piattaforme differenti (banner e mail su computer e cellulari, spot in televisione, schermi per le strade…).

Viviamo un vero e proprio sovrastimolo sensoriale, che crea indifferenza perché gli stimoli sono percepiti come pesantemente invasivi. Non solo l’attenzione è calata, ma siamo diventati sempre più bravi a ergere delle “barriere”: pensiamo alle telefonate, sempre più filtrate da centraliniste preparate a filtrarle, o alle soluzioni anti spam e ADV block che si sono diffuse in gran parte delle aziende.

Se un tempo il marketing si poteva fare comprando una lista di contatti a target e chiamandoli al telefono a freddo, oggi questo approccio è superato, e causa solo un enorme dispendio di tempo ed energie nel generare lead, che si rivelano di scadente qualità con bassi volumi di conversione in concrete opportunità. Ne perde anche l’immagine: chiamate di questo tipo danno l’idea di un brand intrusivo.

Per ora ci fermiamo qui ma nei prossimi articoli continueremo a parlare sicuramente dei diversi strumenti e delle diverse strategie di content marketing…