Il Green Marketing deve rientrare nel piano di promozione del tuo brand. Sai perché? te lo spiego subito.

La necessità nasce in risposta ad una società egoista, in cui l’uomo sta avendo un effetto nocivo sul pianeta. E’ necessario quindi affrontare il problema e chi meglio di un brand può contribuire nel ridurre questo impatto!?

L’espressione Green Marketing fa riferimento ad un’ampia gamma di attività, quali il cambiamento del prodotto o del processo di produzione, l’utilizzo di imballaggi eco-sostenibili, così come la modifica della pubblicità.

Se pensi che il Green Marketing sia diventato fondamentale per i brand solo di recente ti sbagli di grosso

Il termine infatti esce già tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta. La American Marketing Association (AMA) tenne il primo laboratorio di “Ecological Marketing” nel 1975.

Negli ultimi anni i problemi ambientali sempre più evidenti causati dall’uomo sono diventati oggetto di dibattito pubblico sensibilizzando così i consumatori. Nasce così l’esigenza da parte dei Brand di adattarsi e diventare il più possibile eco sostenibili per il bene comune e per i suoi consumatori ormai sempre più propensi a scegliere aziende attente alle questioni ambientali.

Come sviluppare una strategia di “Marketing Verde” efficace

La soluzione più semplice che potrebbe venire in mente è sicuramente quella di sponsorizzare un prodotto ecologico o una linea di prodotti “Green”. In realtà non è così semplice. Una buona strategia di Green Marketing infatti dovrebbe concentrarsi sull’azienda nel suo complesso, con la creazione di una Brand Identity volta all’impegno nel fare delle scelte ecologiche.

Parti educando i tuoi clienti

Sicuramente una buona strategia può partire con l’educazione dei propri clienti ad abitudini di consumo e riciclaggio più sostenibili e meno dannose per l’ambiente. Ovviamente il Brhttps://labict.it/brand-activism-i-tuoi-clienti-si-aspettano-che-il-tuo-brand-sia-attivo-in-ambito-sociale/and deve dare il buon esempio comunicando il suo impegno nello smaltimento responsabile dei rifiuti e nell’utilizzare processi produttivi sostenibili se possibile.

Da queste pratiche di base il Brand può poi passare alla riduzione del consumo di energia o di carta e poi alla creazione di prodotti o di packaging fatti con materiali totalmente o parzialmente riciclabili.

Come deve esser fatta la comunicazione per i prodotti Green

Devi tenere a mente questi quattro elementi: prezzo, qualità, basso impatto ambientale e tendenze. Non ci scordiamo che anche le tendenze del momento devono esser seguite altrimenti si rischia comunque di andare fuori strada.

Le campagne pubblicitarie devono sollecitare i clienti ad essere parte attiva del processo eco sostenibile del tuo Brand attraverso l’acquisto di prodotti e packaging “eco-friendly”. Molto importante è anche sensibilizzare i consumatori ad un corretto utilizzo dei prodotti acquistati facendo riferimento in particolar modo al riciclaggio dei rispettivi packaging e contenitori.

Il riferimento, dunque, è a prodotti e packaging riciclabili, riutilizzabili e biodegradabili; prodotti formulati con ingredienti naturali, che non inquinano e che non vengono testati sugli animali.

I casi di successo

Le aziende impegnate nel Green sono ormai numerose. Spiccano sicuramente tra tutte Ikea e Nespresso. Ma non solo, anche Nestlè sta intensificando il suo impegno nell’eco sostenibile per rendere riciclabile o riutilizzabile il 100% dei suoi imballaggi entro il 2025 e per ridurre di un terzo l’uso di plastica vergine nello stesso periodo di tempo. Comunque l’ottantasette per cento degli imballaggi Nestlé a livello globale è già riciclabile o riutilizzabile.

Il momento è cruciale per Pfizer che va verso un nuovo rebranding. Il colosso statunitense con sede a New York è la più grande società al mondo operante nel settore della ricerca, della produzione e della commercializzazione di farmaci. Oggi sostiene un importante impegno nella fornitura di vaccini contro il Covid-19 ed è nel pieno di un enorme processo di trasformazione. Ricordiamo che il suo BioNTech è stato il primo vaccino ad essere approvato dopo varie sperimentazioni.

Pfizer trasforma il suo logo dopo 70 anni

Nel corso del 2020 la società ha dovuto veder frenare il suo progetto di rebranding per concentrarsi sulla comunicazione per la pandemia, nonché sugli sforzi di produzione e distribuzione dei vaccini. A novembre, Pfizer ha nuovamente rivolto la sua attenzione al rinnovamento della sua immagine e si è mossa velocemente per completare e pubblicare il logo a inizio anno. Il progetto porta la firma di Team di New York.

La voglia è stata quella di creare una nuova identità per riflettere la sua evoluzione da impresa commerciale a leader scientifico di prima classe.

La novità nel logo Pfizer

D’impatto e che subito si nota è un potente simbolo, quello dell’elica del DNA. Gli scienziati vedono il DNA come l’essenza della vita. Il DNA è la macromolecola biologica che contiene tutte le informazioni necessarie al corretto sviluppo, sopravvivenza e funzionamento del nostro corpo. Il DNA di un’azienda rappresenta il suo passato, il suo presente, la sua filosofia e il suo potenziale. La forma rotante ispira progresso, cambiamento ed innovazione in continua evoluzione. Lo storico blu ha lasciato posto ad un bicolore. Anche il font è variato con l’utilizzo di Noto Sans.

La presentazione Pfizer della nuova immagine

“Science Will Win”

L’azienda ha iniziato a promuovere il suo rebranding in una campagna pubblicitaria. Un video che umanizza la scienza narrato da una voce esterna in cui gli scienziati che indossano dispositivi di protezione individuale stanno lavorando sodo: “Se vuoi salvare gli esseri umani dalla malattia, chiedi alla scienza”. La clip si conclude con un rimando al vecchio logo e subito dopo il nuovo. Immancabile il mantra aziendale: “la scienza vincerà”.

Seppur quest’anno l’atmosfera del Natale appare piuttosto surreale, l’occasione per concedersi o meglio ancora concedere un regalo non se la è voluta far scappare nessuno. Strade affollate, negozi presi d’assalto per il “gingillo” del momento o forse no, meglio quel maglione rosso visto in vetrina? no, visto addosso a tutte le principali influencer. Se poi il denaro speso per l’acquisto va a sostegno di nobili cause meglio ancora, il regalo sarà doppio. OVS azienda leader nel commercio di abbigliamento ha sposato una causa importante, quella di sostenere il futuro di ogni bambino a fianco di Save The Children. Brand activism riuscito.

Il Christmas Jumper 2020

OVS non è la sola a sostenere il progetto di Save The Children. La collezione di maglioni Christmas Jumper è stata disegnata dalla nota cantante Elodie. Due varianti di colore, rosso per la donna e blu per l’uomo. Protagonista un simpatico orsacchiotto con una sciarpa che si abbina perfettamente al rosso o blu del maglione. Il risultato è il sold out. Maglioni terminati ovunque.

Pensi si tratti di un’azione di puro marketing e falso perbenismo?

No. Sappi che OVS sostiene Save The Children da oltre 10 anni, il Brand activism (l’impegno di un’azienda verso una o più cause di rilevanza sociale, ambientale, politica ed economica) è diventato uno strumento di marketing solo di recente. Sicuramente l’azione ha portato ad un aumento esponenziale delle vendite, inutile negarlo. OVS ha però avuto il coraggio di prendere una posizione e l’intraprendenza di far emergere il suo impegno per il sociale.

Save The Children

Una delle più grandi Organizzazioni internazionali. Da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Collaborano con realtà territoriali e partner per creare una rete che li aiuti a soddisfare i bisogni dei minori, garantire i loro diritti e ascoltare la loro voce.

Beary Xmas

È l’augurio che OVS, Elodie e l’orsacchiotto rivolgono a tutti noi e chissà che questo Natale così speciale alla fine sia servito a risvegliare gli animi più indifferenti e a farci vedere come ogni azienda potrebbe sfruttare al meglio le sue azioni di marketing, facendo del bene al prossimo oltre che a se stessa.

Da un strategia vincente può nascere solamente un prodotto vincente. Se c’è una cosa su cui la famiglia Ferrero ha sempre puntato è la brand awareness, o meglio la consapevolezza del brand, che ha reso la Nutella nella mente dei consumatori un prodotto unico. Aggiungerei anche inconfondibile per gusto e valori.

Da oltre 70 anni nella mente dei suoi consumatori

Nei precedenti articoli ho parlato spesso dell’importanza di farsi ricordare, di individuare il proprio pubblico/target di riferimento e di entare nella loro mente come prima scelta all’insorgere di un determinato bisogno.

La Brand Awareness non come punto di arrivo ma come percorso da costruire

Il primo passo da intraprendere, con un buon piano di comunicazione, riguarda sicuramente il pubblico che va coinvolto. Successivamente devi puntare alla fidelizzazione del cliente. Tu come impresa devi assolutamente farti portatrice di principi e valori condivisibili dal cliente stesso. In questo modo durante il processo decisionale di acquisto, il tuo brand verrà scelto al posto di quello dei tuoi competitor. Ovviamente non si parla di qualità, perché il tuo prodotto può anche non essere migliore di quello dei tuoi competitor. Ciò che ti deve contraddistinguere è una comunicazione ben studiata.

Pensa che la nutella è nata per far fronte alla carenza di cacao durante la Seconda Guerra Mondiale. Il signor Ferrero si inventò questa crema spalmabile composta da zucchero, nocciole e pochissimo cacao. Idea geniale!

Di quali valori si è fatta portatrice Nutella?

Ferrero ha fatto leva sul suo delizioso prodotto come mezzo per riunire amici e familiari in un momento di condivisione!

Il nuovo spot Nutella “Ti Amo Italia”

Il senso di unione ancora una volta pervade. Questa volta la grande famiglia è l’Italia intera. In collaborazione con Ogilvy la campagna ci porta alla scoperta dell’Italia nei suoi straordinari aspetti. “Se guardi bene ogni cosa è straordinaria”. Uno spot di soli 20″ che va dai borghi alle montagne, dalle isole alle città, dalle acque cristalline ai paesi colorati. Trenta vasetti per celebrare il nostro Paese. In linea con ciò che da sempre Nutella promuove tramite sfumature colorate traspaiono allegria e spensieratezza.

Insomma, Nutella è un vero e proprio esempio di successo di Brand Awareness da perseguire.

Tu come pensi di costruire la Brand Awareness della tua azienda?

Se c’è una cosa che non puoi fermare è il tempo. Hai visto passare e tornare mode, stagioni, tendenze. Proprio così, il tempo passa e le tue abitudini e gusti vengono quotidianamente ribaltati. Ecco allora che anche l’immagine di un’azienda, proprio come te con un nuovo taglio di capelli o un vestito diverso dal solito, ha bisogno di un cambio di immagine. Alcuni brand diventano più freschi altri più colorati e creativi ma c’è una caratteristica che accomuna praticamente tutti i rebranding più recenti: la ricerca di una migliore leggibilità!

Chi lo sa, magari se sei alla ricerca di uno spunto per il tuo rebranding perché non sai da dove iniziare qui puoi trovare la tua ispirazione…

Ma di quali brand stiamo parlando?

Warner Bros

Con l’avvicinarsi del centenario che si terrà ad Aprile del 2023, lo storico brand di produzione cinematografica che da sempre incanta grandi e piccini ha presentato il suo nuovo logo. Un blu luminoso e moderno fa da cornice alla scritta “WB” decisamente più equilibrata della precedente.

In ordine vecchio e nuovo logo Warner Bros

Volkswagen

La tedesca si modernizza in funzione anche della sua sempre più cospicua gamma di autovetture elettriche diventate ormai un must per molti. Ma siamo sicuri che in questo caso il logo sia stato reso più leggibile?

L’obiettivo della casa automobilistica è stato raggiunto in quanto il logo risulta essere adatto a tutti i supporti visivi, dal digitale alla stampa con un passaggio dal 3D ad uno stile bidimensionale ben elaborato. Per noi il brand è promosso!

In ordine il vecchio ed il nuovo logo Volkswagen

Desigual

Un esercizio decisamente bizzarro per i tuoi occhi che si apprestano a guardare il nuovo logo del noto brand di abbigliamento!

Parliamo oltretutto del primo brand al mondo con un logo al contrario… cosa ne pensi?

In ordine vecchio e nuovo logo Desigual

Mastercard

Non puoi non conoscerla! Il circuito d’eccellenza, l’apri pista di tutti i tuoi acquisti!

Il brand è talmente conosciuto che ha deciso di eliminare la scritta “mastercard” utilizzando solo il pittogramma, ovvero i cerchi gialli e rossi, bypassando così qual si voglia problema di leggibilità!

In ordine vecchio e nuovo logo Mastercard

Brand sempre più vicini ai propri clienti, ormai l’obiettivo è coinvolgere, attirare, far sentire la voce del proprio brand e poi convertire in acquisti. Coinvolgere oggi non significa più solamente avere un forte legame con i tuoi clienti ma anche far emergere il tuo impegno verso una o più cause di rilevanza sociale, ambientale, politica ed economica. Il tutto dimostrato da apposite campagne ad hoc di comunicazione. Ovviamente ciò di cui stiamo parlando ha un nome ben preciso e da ora in poi dovrai tenerne conto per la tua strategia aziendale, si tratta di brand activism.

Una nuova visione dell’azienda e di quello che è il processo di decisione degli acquisti con il brand activism

L’emergenza Coronavirus ha sicuramente contribuito al cambiamento di rotta di molte aziende che oggi si impegnano concretamente nella nostra società. L’azienda ormai da parecchio tempo non rappresenta più un sistema chiuso e l’impronta civica del brand è la “spinta” che porta il consumatore finale all’acquisto.

Premiati i brand che hanno il coraggio e la determinazione di prendere posizione

Dal 2019 ad oggi i brand che hanno registrato più vendite sono proprio quelli che prendono posizione. Sopratutto per le nuove generazioni, il processo decisionale che conduce all’acquisto non è influenzato solamente da fattori come la qualità, la bellezza o il costo ma anche e sopratutto direi dall’affinità con i valori del brand.

Un esempio di brand activism?

Il primo che emerge è sicuramente quello di Ikea che nelle sue ultime campagne pubblicitarie si impegna sempre di più nella produzione di materiale eco-sostenibile e ci esorta anche a noi a rispettare l’ambiente in cui viviamo. Non solo, sul suo sito troverai perfino la guida intitolata “vita sostenibile nel rispetto dell’ambiente“. La guida vuole essere una fonte di ispirazione per tutti quelli che, in tempi di cambiamenti climatici, desiderano integrare più sostenibilità e tutela dell’ambiente nella loro vita di tutti i giorni. 

Spot Settembre 2020 Ikea rendi il pianeta un posto migliore in cui vivere
Brand identity e brand activism due concetti che “vanno a braccetto”

Far conoscere l’identità del tuo brand ovvero i valori che possiede, il team che ci lavora, il luogo in cui si producono i prodotti o servizi che offri etc. va sicuramente di pari passo con il brand activism che ne è parte integrante. Bisogna sempre di più quindi “umanizzare” il brand. Mai come oggi i tuoi clienti ne hanno bisogno.

Tempo fa inoltre avevo scritto un articolo intitolato: “promuovere, sedurre e vendere con i contenuti” ecco, se ti va ti invito a leggerlo in quanto molto attuale. Ricorda, qualsiasi valore, concetto, iniziativa passa sempre attraverso la comunicazione ed il modo di comunicare nel contesto totale fa la differenza a partire dalla qualità del contenuto!